Bellori, Giovanni Pietro
Le Vite De' Pittori, Scultori Ed Architetti Moderni: Co' Loro Ritratti Al Naturale — Rom, 1728

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LETTOR E-
CE fare Augufio , colui, che filabili l'imperio Romano, e che pe r
la grandezza delle cu/e fatte fu riputato divino , trovando^
vìttoriofo in Eggitto , vifità in Alexandria il fepolcro del gran Ma-
cedone , e venerando il valore di e fio , sparfe il corpo di fiori , e),
bonorò il capo di corona d'oro. Ma dopò efìendo invitata da gli
Alefiandrini a vedere i Tolomei , rispofe > che fi era cornine' uto
di riguardare Vn Rè , ne curar/i di veder morti . Ghie]li certamen-
te , che col mezzo delle lettere fi propongono di toglier dal fepol-
cro , e di con/aerare al publico la memoria de gli ujomlmi debbino
prender insegnjmento dalla rispofia del faggio Principe , e nipple*
fentare alla vifia non cadaveri , ed ombre , ma le vive immginì
di coloro, che degni fono di durare ce'ebrl, Ó3 illufiri . Nei qual
fatto alcuni meritano riprenzione , mentre ponendo/i a fcrivere per ehz-
zione, in vece di Jc egli ere efempj onorati, che fervi no a pssss eri dy
incitamento al bene operare, eleggono anzi foggetti umili , e vuU
gari ; ond'ogni bafio ingegno prende ardire , e s'infu^erbifee alba,
gloria , vedendo adornati li fitti fenzn virtù , e che non meritano
laude alcuna. 6>uefio male penetrato nell' erudizione delle lettere, fi
riempirti gli annali di elogj , e di nomi immortali , e là dove nel
tempo di Solone fi trovarono folcirne Me fette uomini fapienti, appena
altrettanti fi trovano ora, a cui non fi doni il tripode d' oro . Mi
perche noi ci ^proponiamo al prefente fcrivere de gli Artefici del
difegno, ci rivolgeremo alla Pittura , alla Scoltura , ed air Architet-
tura : quefie come la Poefia per la loro prefianzia , non ammetten-
do la mediocrità dell'imitazione, rieufano li mediocri Artefici , e sio-
lo a gli eccellenti concedono l'immortale alloro . E se bene li nofiri
secoli dopo la caduta delle buone arti hanno confeguito fama nel"
la pittura , contuttociò mussimi fono li buoni pittori, che atter-
ghino alcune parti eminenti , non dico di quella ultima perfezione,
che più in Rafaelle i ammira. Ma alla Scoltura manca fin\ bora
lo fcultore, per non eperfi quefta inalzata al pari della pittura fua
compagna , e refìando privi li marmi dell'i fi oria , vantando fi fido dì
alcune poche ftatue , o fiano di Michel Angelo all' antiche infrria-
ri . L'architettura sollevata da Bramante , da Rafaelle , e dal Buo-
naroti nello fludìo di pochi Architetti cadde ben tofto , e ven-
ite meno fino alla corruzzione dell'età noflra. In tanto poco nume-
ro ài Artefici concorre nondimeno da ogni parte longa ferie dì
Pittori , e quelli flesfi , che riprendono Gregorio Va fari per ave-
re accumulato , e con ecceffive lodi inalzato li Fiorentini ,
e Tofcani , cadono anch'' esst nel? errore mede fimo , proponendo-
ne altrettando numero . // Bagliore scrifie le Vite di tutti coloro
ohe in Roxaa nel sm twpQ ufarono il pennello , lo scarpello , e
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