Canina, Luigi
L' antica Etruria marittima: compressa nella dizione pontificia descritta ed illustrata con i monumenti (Text 2) — Rom, 1849

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PARTE V. TARQUINIENSI 33

CAPITOLO IL

ESPOSIZIONE TOPOGRAFICA.

Attenendosi giustamente all'oggetto principale dell'enunciato quinto partimento,
si prende primieramente a far conoscere la vera posizione che occupava la città capi-
tale dei tarquiniensi e quella della loro necropoli che ha somministrato in questi ultimi
anni un grandissimo numero di monumenti, i quali servono a dichiarare palesamente
quanto essi amassero le arti. Poscia alcune notizie sul proprio loro agro sono aggiunte.
Quindi, percorrendo la linea del litorale da oriente in occidente, si dimostrano le loca-
lità occupate da Panapione, Castro Nuovo, Cento Celle, dalle terme Taurine, dalle
Acque Apollinari e da Gravisca con i luoghi adiacenti a questa città. Di seguito, volgen-
dosi entro terra, si descrivono i luoghi occupati da Tuscania, Blera, Norchia, Castel
d'Asso, Viterbo e dal Foro Cassio. In fine è referita una indicazione delle principali
vie antiche che traversavano la regione in cui si comprendono i medesimi luoghi.

CITTA' DI TARQUINIA. Sino dal tempo in cui verso il fine del secolo passato
s'impresero a scuoprire alcune vetuste tomhe dei tarquiniensi sul monte, che, dalle
molte reliquie delle stesse tombe, che sussistono, viene denominato dei Monterozzi, e
che si stende ad oriente della città di Corneto per molta estensione, si venne a de-
durre che in quelle vicinanze doveva corrispondere l'antica città di Tarquinia (1). Ma più
comunemente se ne attribuiva la collocazione nel tenimento denominato la Turchina in
riguardo precisamente di questo nome assai simile a quello di Tarquinia; il qual luogo,
trovandosi alquanto più lungi verso oriente di quello occupato precisamente dalla città,
vuoisi che sia stato distinto con l'anzidetto nome dalla scoperta di alcuna tomba antica
con iscrizione in cui comprendevasi il nome Tarchna, come se ne hanno altri esempj.
Quantunque successivamente si siano fatte diverse altre scoperte di tombe intorno alla
stessa posizione, pure soltanto nell'anno 1829 si potè determinare con maggiore sicu-
rezza il luogo occupato dalla città antica su quel colle, che s'innalza quasi isolato tra
settentrione ed oriente della città di Corneto, e che ora viene volgarmente denomi-
nato Piano di Civita; perciocché in tale luogo furono rinvenute non dubbie tracce di
nobili fabbriche, non però dei tempi più vetusti, ma dell'epoca in cui era la stessa città
divenuta municipio romano (2). In tale luogo la città antica si trovava elevarsi al di
sopra del fiume Marta e dei due rivi ora denominati l'uno degli Albucci e l'altro Savino, che
scaricano le acque nello stesso fiume e che circondano per i due lati maggiori la Ìn-
di Le indicate prime scoperte delle tombe tarquiniensi sono state rese rinomate precipuamente per la descrizione che ne
"1 Cardinale Garampi in una lettera diretta al Tiraboschi nell'anno 1786 ed inserta nel Tomo I della ben nota sua opera
11 t 'a della letteratura italiana. La tomba particolarmente descritta dal detto Cardinale si distinse col nome di tomba del
r d'nale- e l'altra tomba, scavata in precedenza, si disse del Guerriero per un cadavere armato ivi rinvenuto. (Annali dell'Insti-

tuto Anno 1829 pag. 91 ).

(2) Le prime scoperte fatte nel luogo occupato dall'antica città di Tarquinia, essendosi imprese a fare dal cav. Manzi e
M lchiade Fossati, furono pure dai medesimi primieramente anunciate nel Bullettino dell'Istituto di Corrispondenza archeologica
d ll'anno 1829 pag- 197, ed in quello dell'anno 1831 pag. 4. A tali prime notizie tennero dietro diverse altre descrizioni par-
ziali che saranno nel seguito citate.

T. IL 9
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