L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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LELIO ORSI DA NOVELL ARA PLETORE ED ARCHITETTO

corpi; ma qualunque soggetto gli si desse a trattare, una madonna od una battaglia di
cavalieri nudi, una chiesa od un gingillo da signora, egli era pronto ad improvvisarne il
disegno con magistrale sicurezza, come era pronto a porre in opera i progetti, valendosi di
numerosi scolari, operai, artefici, solo timoroso di dover stare indarno: egli insomma fu per
la piccola corte dei Gonzaga di Novellara ciò che Giulio Romano fu per la maggior corte
dei Gonzaga di Mantova.

La tradizione lo dice faceto e di buona compagnia; le opere lo mostrano volgaruccio
e bizzarro, quale appare anche dai nomi dati ai figli: Fabbricio, Scipione, Orazio, Corinna!
Nella residenza comunale di Novellara si mostra un ritratto di vecchio pittore, sbarbato e
calvo, sotto figura di San Luca, che si vorrebbe rappresentasse Lelio Orsi. Potrebbe esserlo ;
si conoscerà il vero quando torni a saltare fuori da qualche raccolta di stampe o dalla
polvere e dalle ragnatele d'un solaio un esemplare del ritratto inciso pubblicatosi lui vivente
a Reg'gio. Allora potrà veramente dirsi quasi risuscitato a nuova vita un artista che pareva
ridotto ad un mito.

G. B. Toschi.
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