L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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LA SCUOLA PITTORICA CREMONESE

(RICORDO DELL'ESPOSIZIONE D'ARTE SACRA IN CREMONA)

a qualche tempo in qua le Esposizioni locali, che vanno diven-
tando sempre più frequenti in Italia, facilitano di molto lo studio
delle varie scuole pittoriche. Come già l'anno passato a Brescia
ed a Bergamo, così quest'anno a Cremona, si aprì un'Esposi-
zione d'arte sacra, interessante per i preziosi parati da chiesa
e le stoffe sacre, ma specialmente per le molte opere di pittura
di proprietà privata e di chiese, che, ben disposte nel palazzo
vescovile, furono molto gustate. Poiché, quantunque i quadri
provenienti dalle chiese fossero quasi tutti già conosciuti, pure
fu possibile lo studiarli con più attenzione perchè più vicini
all'osservatore e meglio illuminati. Del vecchio caposcuola Boni-
fazio Bembo non v'era alcuna opera e questa mancanza è molto
spiegabile se pensiamo che solamente i ritratti di Francesco e di Bianca Maria Sforza, dipinti
a fresco in Sant'Agostino di Cremona, possono dirsi opera autentica del maestro e che è
riuscito vano ogni tentativo fatto per attribuirgli opere della pinacoteca di Cremona, che
non possono in alcun modo essere degne del pennello di questo maestro che aveva qualità
così grandi.

Boccaccio Boccaccino.

Copiosa fu invece la collezione delle opere di Boccaccio Beccaccino, che è il più inte-
ressante dei maestri del primo Rinascimento di Cremona. Egli è generalmente posto fra i
pittori cremonesi, benché sia stato piuttosto allevato nel Ferrarese. Della sua famiglia si
trovano, è ben vero, tracce molto antiche negli atti notarili di Cremona ed egli stesso vi
è nato, ma suo nonno Boccaccinus de Boccatiis è già indicato come « civis Ferrane » e suo
padre, Antonio, si trasferisce a Ferrara e vi acquista la cittadinanza. Questi, abilissimo rica-
matore, fornisce nel 1465 parati sacri al Duomo di Cremona e nel 1466 lavora insieme al
suo amico Antonio del Mazo, miniatore, alla Corte degli Este, e ne sposa nel i486 la vedova.

Ora, negli atti matrimoniali egli è detto cittadino ferrarese, in altri atti pubblici del 1465
e 1476 è scritto che egli abitava in Ferrara, e finalmente nel i486 e 1488 lo troviamo
indicato col titolo di cittadino ferrarese, sicché possiamo ragionevolmente trarne che egli
avesse trasferito la sua dimora stabile a Ferrara, e che suo figlio Boccaccio vi trascorresse
la sua giovinezza.

I documenti che ho citati ora si trovano nelle Notizie pittoriche cremonesi di Federico
Sacchi, del 1872, e nell'opera di Luigi Lucchini // Duomo di Cremona, del 1894. Non si
conosce esattamente la data della nascita di Boccaccio, ma poiché il Sacchi ha trovato il

L'Arte. Ili, 6.
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