L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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LA SCUOLA PLTTORLCA CREMONESE

7i

Questo quadro, che appartiene alla Collezione Rothpletz, è purtroppo appeso troppo
in alto.

L'Anguissola morì nel 1625, sulla novantina. Essa era scolara di Bernardino Campi e
poi del Sojaro. Furono pittrici anche le sue sorelle Lucia, Europa ed Anna-Maria.

* * *

pittori cremonesi del secolo xvii sono in generale buoni coloristi
come gii eclettici bolognesi; Giovanbattista Trotti, detto il Cavalier
Malosso, scolaro eli Bernardino Campi, lavorò imitando abilmente la
grazia dei dipinti del Correggio e seguendo anche la maniera del Sojaro.
Le sue figure muliebri appariscono spesso sorridenti, come nella Con-
versione di Santa Maria Egiziaca in San Pietro di Cremona. Il sopran-
nome di Malosso dicesi che glielo appioppasse Agostino Carracci
quand'essi erano rivali in arte alla Corte di Parma nel 1585. La sua
maggiore attività fu fra il 1590 ed il 1604, e non vi è quasi chiesa di Cremona che non
abbia qualcosa di lui.

Il suo migliore quadro che appartiene al Comune è esposto al n. 10, nella sala A. Vi si
vedono: Santi Omobono ed Imerio, patroni di Cremona, che raccomandano la città, simbo-
leggiata da un guerriero, alla Madonna che troneggia nelle nubi. Il buon quadro, dipinto
tutto alla correggesca, piace specialmente per lo squisito paesaggio nello sfondo.

Ai numeri 4 e 7 sono due Pietà, provenienti da Sant' Agostino : una di esse ha la
data 1601.

Al Comune appartiene il Miracolo di San Giacinto, segnato colla data del 1596 ed esposto
al n. 2 ; il santo risuscita un morto. Questo quadro era prima in San Domenico.

Di Luigi Mira dori, che benché genovese di nascita si formò alla scuola del Nuvolone,
era esposto, al n. 8 nella sala /, una Fuga in Egitto dal 1651, proveniente da SantTmerio.
Questo quadro è di assai buon colorito.

Di Panfilo Nuvolone, nato a Milano di padre cremonese non v'era all'Esposizione nessun
quadro.

Con ciò pongo termine a queste mie considerazioni sulla scuola cremonese la quale
benché non perdesse mai il suo carattere locale, seppe però, coli'individualità dei suoi artisti
guadagnarsi un onorevole posto fra le scuole italiane.

Maggio 1899.

Eugenio Schweitzer.
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