L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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NUOVI

DELLA R. PINACOTECA DI MONACO IN BAVIERA

Hi abbia visitato la fiorente capitale della dinastia dei Wit-
telsbach, per osservarvi i tesori artistici di che va superba,
vorrà convenire che non tutto quello che fece per l'abbel-
limento della città il primo Lodovico gli riesci felicemente,
per quanto egli e i suoi architetti siansi studiati di ricercare
e di riprodurre i più puri elementi dell'arte classica e della
fiorentina della Rinascenza. Se nei colonnati della Bavaria
circondanti la nota statua colossale si ravvisa una muni-
ficenza oziosa, punto corrispondente sia all'indole, sia alle
aspirazioni della cittadinanza, la vasta Ludwigstrasse, im-
prontata di una monotonia architettonica desolante, che
potrebbe venire opportunamente mascherata con una buona
fila di piante per ciascun lato, tale quale si presenta non
è gran che atta a ricreare l'occhio del passeggiero. Terminata ad una estremità non infelice-
mente da un arco di trionfo alla romana, dall' altra offre una nuova edizione della Loggia
de' Lanzi, che è tutto quello che di più arido e di vuoto si possa imaginare, destituita qual' è
dell' immenso prestigio dei ricordi storici che si connettono con la costruzione e con la
decorazione artistica della loggia fiorentina.

Si sarebbe ingiusti tuttavia se non si avesse a riconoscere che in altre innovazioni lo
stesso re ebbe la mano felice. Così nella disposizione della bella piazza centrale, attorno
alla quale sorgono il palazzo delle poste, il teatro e la facciata del palazzo reale, architet-
tata dal Klenze. La fronte di questo palazzo anzi porge un'euritmia di linee, una perfezione
di proporzioni veramente esemplare, da reggere al paragone dei prototipi degli edifici fio-
rentini, quale un palazzo Pitti (per quanto a dimensioni ridotte) nella forma complessiva, un
palazzo Rucellai, pel genere della costruzione.

Anche altri edifici sparsi per la città, appartenenti a quel tempo, si distinguono per
purezza di stile e bontà di proporzioni. Il largo dove sorge la preziosa Gliptoteca, i Pro-
pilei ed il palazzo dell'Esposizione annuale ha un aspetto rigorosamente classico, da tras-
portarci senza meno con la mente nell'antica Atene e in Roma.

Ma fra tutti, si può dire, i ricordi lasciatici dal munifico sovrano, il più insigne, il più
prezioso è la grande Pinacoteca. In presenza della medesima — architettata dal Klenze pari-
menti — si ha il sentimento che il decoro, la nobiltà del contenente è adeguato all'impor-
tanza del contenuto. Quanto a quest' ultimo, come si sa, non si deve esclusivamente al Re
Lodovico ; ma a lui si deve bensì che si trovi collocato in così splendida sede, in un seguito
di ampie sale, illuminate dall'alto e fiancheggiate da una serie estesa di gabinetti ottima-
mente ideati per mettervi in opportuna mostra i quadri di minori dimensioni.
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