L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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PAOLO DI MARIANO AI ARMO RARO

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morario, viene novamente pagato per le opere da lui compiute a Castelnuovo e nell'arco;
e i pagamenti continuano fino al 7 agosto 1473.

Da queste notizie, pur tanto vaghe e frammentarie, possiamo trarre queste importan-
tissime conseguenze: che Paolo Romano lavorò all'arco per pochi mesi, che il suo fu un
lavoro assunto a cottimo con altri e con un incarico molto modesto, quello di rifinir le figure,
che però non dobbiamo meravigliarci se di lui non esiste alcuna opera distinta, che questa

Altorilievo della base laterale destra dell'arco di Alfonso d'Aragona, di Isaia da Pisa (?)

(Castelnuovo, Napoli)

va in ogni caso ricercata tra le decorazioni minori, nelle figurazioni di foglie, nelle corone
di bacche e di fiori, nelle testine alate della volta, nei gruppi di putti, di maschere, di mostri,
di centauri marini e di nereidi.

Chè poi a lui, autore di patriarchi dalle tuniche di bordato, dove le pieghe s'inoltrano
eguali parallele profonde, e che mai conobbe l'opera che dona al marmo il fulgore del-
l'acciaio, la morbidezza dei velluti, le onde vaghe e improvvise delle stoffe rasate, e che fu
affatto ignaro dell'incanto che suggerisce all'anima umana la materia più inerte se mai è
fatta viva dal fuoco della visione pittorica, non può attribuirsi alcuna parte dell'attico pel
quale avanza con la quadriga trionfale la bella Vittoria, preceduta dai nobili cavalcanti e dai
paggi che intonano nelle trombe gl'inni, circondata e seguita dai magistrati, dai baroni,
dagli oratori dei principi e delle repubbliche, dai vassalli minori, dal popolo commisto degli
artigiani, degli staffieri, dai mercanti levantini e dalla gente d'oltremare. Nè a Paolo possono
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