L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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MISCELLANEA

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dei nuovi tempi, e ciò al fine di tutelare più effica- del Vasari, rivendicando il merito dell'invenzione ai

mente il patrimonio artistico nazionale ». E sarebbe maestri tedeschi. Il fatto è posto dagli eruditi in questi

tempo! termini:

V. Leonardi. Non esjstono chiaroscuri italiani anteriori a quelli
di Ugo da Carpi ; le stampe più antiche di Ugo che

La Esposizione delle stampe a chiaroscuro alla portano una data, come la Morte di Anania ed Enea

Galleria Nazionale di Roma. La Mostra delle ed Anchise, ambedue derivate da Raffaello, risalgono

stampe a chiaroscuro, inaugurata la settimana scorsa al 1518. Vi sono invece stampe chiaroscurate di mae-

a palazzo Corsini, ha attirata nelle sale della Galleria stri tedeschi datate dal 1515, come il Rinoceronte de-

Nazionale di Roma una vera folla d'intelligenti e di rivato ola Alberto Durer ed anche un' altra segnata

studiosi italiani e stranieri. E, in verità, l'interesse ar- col 1512. Dunque appare evidente la precedenza dei

tistico che desta la preziosa raccolta di chiaroscuri è maestri tedeschi e, secondo ogni probabilità, si può

grande, e ciò per la vaghezza de'colori e per l'armonia attribuire il merito dell'invenzione a Jean Ulric Pilgrim

Ugo da Carpi — La morte di Anania

della composizione delle belle opere dovute a insigni
incisori de' secoli xvi, xvn e xvm.

Gli storici stranieri dell'arte dell'incisione, discordi
ne'particolari, ma concordi nella quistione di massima,
vogliono attribuire solo in parte agli italiani il merito
della invenzione delle stampe a chiaroscuro, mentre
dal loro stesso ragionamento risulta in modo chiaris-
simo come la testimonianza del Vasari sia attendibile
e sia conforme alla verità.

« Il primo inventore delle stampe di legno di tre
pezzi — scrive il biografo aretino nella sua Introdu-
zione alle tre arti del disegno, capitolo XXI — per
mostrare, oltre il disegno, le ombre, i mezzi ed i lumi
ancora, fu Ugo da Carpi, il quale, a imitazione delle
stampe di rame, ritrovò il modo di queste, intaglian-
dole in legname di pero o di bossolo, che in questo
sono eccellenti sopra tutti gli altri legnami. Fecele
dunque di tre pezzi, ponendo nella prima tutte le cose
profilate e tratteggiate, nella seconda tutto quello che
è tinto accanto al profilo con l'acquerello per ombra, e
nella terza i lumi e il campo, lasciando il bianco della
carta in vece di lume, e tingendo il resto per campo ».

Gli scrittori stranieri, basandosi su le date esistenti
in alcune antiche stampe, contraddicono alle asserzioni

di quella nazione, le stampe del quale presentano un
carattere più antico.

Nondimeno, siccome le stampe tedesche con data
anteriore a quelle di Ugo da Carpi appartengono tutte
alla prima classe delle incisioni a chiaroscuro, così non
v'è alcun dubbio che l'artista italiano sia stato l'inven-
tore delle stampe della seconda classe, dei chiaroscuri.

E il ragionamento in verità correrebbe a meraviglia,
se non vi facessero qualche ostacolo alcuni dati di
fatto a cui gli eminenti critici stranieri non posero
mente.

Di Ugo da Carpi conosciamo molte stampe non da-
tate appartenenti alla prima classe ; ora, come appare
evidente che tutte le invenzioni debban procedere dal
semplice al complesso e non viceversa, così si può pen-
sare che il maestro italiano si sia provato, prima che nelle
stampe a quattro o più lastre, in quelle più facili, in quel-
le a due, il merito della cui invenzione si vuol ora attri-
buire ai maestri tedeschi. E inoltre, se è giusta la data
del i486 fissata dall'Hubner per quella della nascita di
Ugo da Carpi, ne deriva che nel 1512, anno in cui
vedeva la luce la prima stampa tedesca a due tinte,
egli contava 26 anni. Si può dunque supporre che un
tale artista valoroso prima di quell'anno avesse già
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