L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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MISCELLANEA

NOTIZIE VARIE.

Notizie di Francia.

Congresso internazionale di storia comparata
a Parigi.— 11 Congresso comprendeva otto sezioni:
quella di storia dell'arte si riunì alla Scuola del Louvre.
L'ordine del giorno fu il seguente:

Martedì 24 luglio. — A. Venturi: L'istituzione
della scuola dell' arte all' Università di Roma, e metodi
d'insegnamento. — Salomon Reinach : Della neces-
sità di centralizzare le collezioni fotograficlie di opere
d'arte.

Il sottoscritto, esposto il metodo da esso seguito
nell'insegnamento, mostrò ai congressisti le tavole
che servono a' suoi uditori durante le lezioni ; e il
Congresso approvò unanime il voto di Salomon Rei-
nach, che a quei principi s'ispirino i maestri di storia
dell'arte nelle università e a quel metodo si attengano.

Mercoledì 25 luglio. — Bredius: Ludovicus F/'uso-
nius e le sue opere pittoriche a Aix-en-Provence. (Ri-
costruzione tutta nuova e completa dell'attività arti-
stica di quel pittore). — Dehio (dell'Università di Stras-
burgo): Dell'influenza dell'arte francese sull'arte tede-
sca del secolo XIII. (Il Dehio, però, ha forse esagerato
l'influsso dell'arte architettonica francese sulla tede-
sca). — A. Venturi : Un miniatore francese della prima
metà del secolo XV. (Trattasi del miniatore della Bibbia
francese posseduta dalla famiglia Barberini in Roma,
Bibl. Barb., XIII, 22, e che appartenne agli Estensi
sin dal 1434).

Giovedì 26 luglio. — Stanislao Fraschetti : Uno
scultove francese cooperatore del Bernini. — Conrad
de Mandach : Della conservazione e della classifica-
zione dei disegni d'antichi maestri nei Musei d'Fu-
ropa. — Blanchet (bibliotecario onorario nella biblio-
teca nazionale di Parigi): Notizie su pittori del XV e
XVI secolo che eseguirono disegui di monete e di me-
daglie. — Dinier: Dell' influsso degli artisti di Fontai-
nebleau in Francia e in Europa.

Venerdì 27 luglio. — Ettore Modigliani: Guil-
laume de Marcillat. (Comunicazione applauditissima
intorno alla vita e alle opere dell'artistico vetraio, che
lasciò in Italia, ad Arezzo, a Cortona, a Roma i saggi
della sua attività). — Porée: La scultura normanna

nel secolo XV, a proposito d'una statua di sant' Anna. —
Barrière-Flavy : L'arte industriale dei barbari.

Sabato 28 luglio. — A. Venturi: Un nuovo gior-
gione (il quadro pubblicato nell'ultimo numero del-
VArte). — E. Bertaux: Rlagister Nicholas Petrì de
Apulia. (Il disserente confortò con molti argomenti
l'opinione dell'origine pugliese di Nicolò Pisano; ma
non ci sembra possibile di seguirlo nelle sue sottili
argomentazioni a proposito dell' influsso esercitato su
Nicolò dagli artisti francesi che lavorarono nelle Puglie.
Anche quando possa essere dimostrato chiaramente
che questo o quel motivo di decorazione, questa o
quella sagoma architettonica dei pulpiti di Nicolò tro-
vino riscontro in opere di artisti francesi in Puglia, Ni-
colò resta sempre italianissimo nel fondo della sua arte).

Oltre queste comunicazioni, segnate all'ordine del
giorno, altre se ne fecero da parecchi congressisti; e
il Congresso si sciolse col desiderio di molti conve-
nuti che sia possibile d'incontrarsi a Roma al Con-
gresso internazionale di storia, che si terrà nel 1902.

L'esposizione retrospettiva dell'arte francese
dalle sue origini al 1800. — Nel Petit Pa.'ais ai
Champs-Élysées si è tenuta una mostra retrospettiva
dell'arte francese, ottimamente distribuita nell'elegante
edificio dal Molinier e dai suoi assistenti, tra cui va
notato il giovane Dreyfuss, tìglio del noto collezionista
parigino. Trattandosi d'arte francese, noi varcheremmo
i limiti del nostro periodico, se volessimo darne conto;
ma tra le numerose cose esposte, ve ne sono parec-
chie che hanno un grandissimo interesse per gii studiosi
d'ogni nazione : particolarmente degni di nota per noi
gli avori dei bassi tempi, quali, ad esempio, il dittico
del console Giustiniano (anno 521), di proprietà di Sigi-
smondo Bardac; l'altro dittico della Cattedrale di Sens,
noto per la pubblicazione che ne fu fatta da Cahier
e Martin; quello consolare della cattedrale di Bourges;
le pissidi della chiesa della Voùte-Chilhac (Haute-
Loire), e il frammento d'un dittico dalle cinque parti
del Museo archeologico di Nevers. Sarebbe troppo
lungo dare qui anche un semplice cenno degli oggetti
d'arte, dei tesori che i privati, i musei e le cattedrali
di Francia hanno esposto nel Petit Palais. Ci limi-
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