L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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FEDERICO HERMANIN

gine: «Ricordo che a dì V de Octobre 1458 la convenzione fu facta con Tadeo et Franco
Adminiatori de la Bibia ».

Da tutto ciò risulta certa una cosa, che un maestro Franco de' Russi miniatore, nativo
di Mantova, nel 1455 decorava per il duca di Ferrara, insieme con Taddeo Crivelli, quella
Bibbia estense trafugata poi nel 1859 dall'ultimo duca di Modena.

Dopo questa notizia di Franco non si trova quasi più nulla sul suo conto, mentre vi sono
ancora notizie di Taddeo Crivelli, il quale continua a lavorare durante tutto il regno di
Borso e non abbandona Ferrara per Bologna che dopo la morte del duca.1 E evidente che
Franco de' Russi lasciò la città degli Estensi molto tempo prima, e cioè dopo l'ottobre
del 1458, ultima data che rilevasi dal Libro delle spese dueali, nè si sa dove egli andasse.

Ora, non mi pare avventato il ravvicinare il maestro miniatore Franco da Ferrara, della
« famiglia » del duca Federigo, con Franco de' Russi da Mantova. L'essere egli mantovano
e non da Ferrara, come dice il compilatore dell'elenco, non è una difficoltà ; ferrarese d'arte
e di scuola e proveniente da Ferrara, è naturale che ad Urbino egli fosse creduto e chia-
mato ferrarese.

Nell'esaminare l'opera dei miniatori dei vari codici miniati urbinati della Vaticana, ho
notato che nella Divina Commedia, sino ad un certo punto, le pitture sono di Guglielmo
Giraldi e dei suoi allievi, e che poi d'improvviso la mano cambia e l'opera è condotta da
quel maestro che per convenzione ho chiamato Pallido. Nel libro degli Evangeli (urb. 10)
il solo frontispizio è del Giraldi, il resto del maestro Pallido ; le miniature delle Lettere di
San Paolo, poi, e delle Opere di Sisto IV sono tutte del Pallido. Tutti questi codici sono
ornati ugualmente dello stemma d'Urbino, completo, cioè posteriore al tempo in cui Fede-
rigo di Montefeltro fu creato gonfaloniere di Santa Romana Chiesa.

Nell'osservare la maniera del maestro Pallido ho notato che egli si risente dell' influsso
di tre diverse scuole, della ferrarese, che è per lui la base, della padovana per gli ornamenti,
e che finalmente qua e là ha accenni ad un'imitazione delle forme umbre, specialmente della
maniera di Piero della Francesca. Quindi perchè non supporre che il maestro Pallido e
Franco de'Russi da Mantova ed il maestro Franco da Ferrara, dell'elenco d'Urbino, siano
la stessa e identica persona?

Franco de' Russi appunto per la nascita, per la dimora e per l'improvvisa scomparsa
da Ferrara, ci porge elementi preziosi per proporre un' ipotesi ragionevole.

Evidentemente le miniature da Federigo d'Urbino furono ordinate a Ferrara ai Giraldi, che,
come altri valenti e famosi maestri di minio, avevano certamente l'uso d'intraprendere, con
l'aiuto di altri e d'allievi, lavori d'ornamentazione di codici per conto di principi e di signori.
In seguito il duca riuscito ad ottenere che dimorasse presso di lui ad Urbino un minia-
tore, appartenente anch'esso alla scuola celebrata di Ferrara, Franco de' Russi, incaricò questi
di continuare l'opera cominciata dai Giraldi.

I vestigi d'influenza della maniera di Piero della Francesca in alcune miniature del
?naestro Pallido si spiegano con la dimora di Franco ad Urbino e sono naturali in lui, che
mostra nelle sue meravigliose storie d'avere ingegno svegliato e pronto ad accogliere tutto
ciò che di bello gli si presenta.

Credo che la mia ipotesi non spaventerà alcuno e che potrò sperare d'aver posto
nella lista di quei minatori ferraresi, dei quali si conosce qualcosa più del nome, anche
Franco de' Russi.

Nell'elenco del Susech sta scritto : « Maestro Franco da ferara con un garzone » ed il
garzone non manca. Vicino alle figure di Franco, in molte storie, si scorge la mano timida
dell'allievo, che non è che l'ombra pallida del maestro, il quale spesso gli dà da dipingere storie
già disegnate da lui e talvolta gli affida senz'altro l'illustrazione completa d'un canto.

Ho terminato con ciò la ricerca sui miniatori di quel gruppo di codici urbinati della Vaticana

1 Adolfo Venturi, La miniatura ferrarese nel secolo XV e il « Decretum Craliaui». Estratto da Le Gal-
lerie nazionali italiane. Roma, 1899.
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