L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 3.1900

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FEDERICO HERMANIN

decorati da maestri ferraresi. Più fortunato che nell'esame della Bibbia d' Urbino, monumento
della scuola di Attavante degli Attavanti, credo d'essere riuscito a connettere nomi di mi-
niatori celebri, quali Guglielmo ed Alessandro Giraldi e Franco de' Russi, con miniature che
vanno poste fra le più eccellenti, e spero che un giorno qualche codice ornato voglia con-
fermare le mie indagini facendomi scoprire pitture firmate da questi artefici.

Nell'esame del principale dei quattro codici esaminati, nella Divina Commedia (urb.
lat. 365), le miniature antiche non vanno al di là del foglio 172, dove già cominciano a
mostrarsi tracce della mano di un pittorello del Settecento, che ha poi dipinto ridicolosamente
alcune storie già disegnate dai vecchi maestri ed ha poi completato il codice con storie di
testa sua. Nell'esame particolareggiato dei vari codici esaminati, che faccio seguire a questo
studio, descriverò anche alcune di queste pseudominiature moderne; qui non accennerò che
ad una di esse, alla grande storia che serve di frontispizio al Paradiso (foglio 197). In essa
nulla v'è di antico, e l'occhio meno esercitato scorge l'abisso che separa questo acquerelletto
settecentesco, tutto impastato di pallide rose e d'altre simili tinte incipriate, dalle vive e sane
miniature del resto del volume; ebbene, c'è stato chi, stimandosi gran conoscitore di minia-
ture antiche, per dare un sag'gio della decorazione del celebre Dante vaticano non ha pub-
blicato che queste incipriature alla Luigi NV.

Faccio seguire ora la descrizione minuta, foglio per foglio, dei quattro codici.

Federico Hermanin.

APPENDICE.

Codice urbinate latino 365. Contiene la Divina Commedia di Dante Alighieri.

Il codice è membranaceo, e censiste di 295 fogli r. e v. A foglio 295 si legge: « Explicit Co-
moedia Dantis Alagherii fiorentini. Manu Matthiae de contugiis de Vulterris et caetera » .

Inferno.

Foglio 1. — Grande storia miniata da Guglielmo Giraldi.

Dante, in ampia veste turchina, è in atto di arretrare spaventato davanti alle tre bestie che gli
si fanno incontro presso le balze dell'alto monte. Da sinistra gli si accosta Virgilio, vestito d'una
lunga veste rossa scarlatta a luci d'oro. Nello sfondo è la « selva selvaggia » con alberi che hanno
tronchi dorati e chiome sferiche. Dietro al monte si leva il nuovo sole che indora tutto il cielo e
le nubi.

Sul viluppo dei rami della cornice, che recinge la storia, sono tondi maggiori con le seguenti rap-
presentazioni: Beatrice si presenta a Virgilio, pregandolo di muovere in aiuto del suo diletto; Dante
spaventato dal leone e dalla lonza ; Dante addormentato.

Nel centro del braccio inferiore della cornice, entro un ricco portico che si apre sulla campagna,
un'aquila coronata regge lo stemma d'Urbino completo. Sul cornicione del portico due putti sosten-
gono la Giarrettiera ed un altro corre lungo il coronamento reggendo con la destra una coppella e con
la sinistra un ramo d'alloro, due imprese dei Montefeltro.

Sul fregio sta scritto: « Divus Fidericus Urbini | dux illustrissimus | belli fulgur et | pacis et pa-
triae pius pater » .

In piccoli tondi ed in losanghe, che s'alternano ai tondi grandi ed ai medaglioni, sono le figure di
una lepre, di una scinda, di un cervo, di un pappagallo e di un cardellino. Entro altri le imprese
dello struzzo, dell'armellino di Napoli, e poi una bertuccia, una gallina faraona, un'upupa e un coniglio.

Foglio 3 v. — Miniatura di Alessandro Giraldi (fnf., I, 1-130).

Dante e Virgilio che gl'indica il «dilettoso monte».

Foglio 6 v. — Miniatura di Guglielmo Giraldi (fnf., I, 1-106).
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