L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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IL RITRATTO DI GIULIANO DE' MEDICI

PER SANDRO DOTTICELI I

Al tempo in cui Sandro Botticelli eseguì la Primavera, attese probabilmente al
ritratto di Giuliano de' Medici (m. nel 1478), indicato da Roger Fry 1 nelle collezioni
Duveen Bros, passato nella raccolta Otto H. Kabn a New York.3

Il risalto, l'incisiva definizione dei contorni del volto, la stesura piatta della forma,
esagerata certo da ripuliture, ci inducono a classificare il ritratto verso il 1478. Due
copie del quadrp invertite usurparono a lungo il nome di Sandro, nonostante molti
non le ritenessero autentiche, e già nel mio volume settimo (prima parte) io avessi
riconosciuto in esse due copie di un originale perduto: 3 la prima nella collezione Morelli
dell'Accademia Carrara di Bergamo; la seconda nel Museo Federico a Berlino. Non è il
caso neppure di fermarci a osservar il primo di questi ritratti, poverissimo rifacimento
libero dell'originale, con una malintesa imitazione di sfondi botticelliani a intelaiature:
opera di maniera nelle pieghe della tunica, nei riflessi disordinati sulla manica di seta,
nel groviglio macchinale dei capelli. Più fedele al modello la copia di Berlino, dove il
busto si stacca dal fondo unito e il contorno si assottiglia, il nero de' capelli diviene
opaco. Ma anche qui la linea manca della sensibilità botticelliana, di quel sottile ritmo
che è la più profonda caratteristica dello stile di Sandro. Il movimento è invano cercato
per via di festoni e frastagli; il modellato manca di penetrazione; così che il confronto
con le due copie^ ci conferma vieppiù nell'ipotesi del Fry che il ritratto della collezione
Otto Kahn sia l'originale, nonostante l'appiattimento inconsueto della forma e il risalto
eccessivo del segno, dovuti evidentemente a insistenti lavature. Ma questi guasti non
tolgono al ritratto le sue altissime doti.

Dal fondo azzurro chiaro si stacca, delineato con mano sicura, il profilo aguzzo del
giovane tra il nero dei capelli e il rosso bruno della tunica, con un effetto analogo a
quello fantastico, e quasi lugubre, del giovane Medici neW Adorazione de' Magi di S. Ma-
ria Novella. Le caratteristiche fisionomiche della famiglia medicea sono fissate fedel-
mente: le palpebre non scendono, cascanti, sull'occhio d'ipocrita, chiaro, come nelle
due copie: lo sguardo è ben diretto, acuto e scrutatore ; i capelli, amalgamati e forbi-
ciati a festoni nel quadro di Berlino, qui si fondono in continuità lineare, per il si-
nuoso giro intrecciato delle ciocche, con le sintetiche onchdazioni del profilo, ferme di
colpo, nervosamente, nell'aguzza e (piasi diritta linea del mento, che ci richiama, per

1 Cfr. The Burlington Magazine, a. ("XXXIII,
voi. XXV, London, aprii 1914: Roger Fry, Note
on a portrait of Giuliano de' Medici.

2 Cfr. Art in America, II, n. 3, aprii 1914, New

York: Mary Logan Berenson, Botticelli's Por-
trait of Giuliano de' Medici.

3 A. Venturi, Storia dell'Arte italiana: La pit-
tura del Quattrocento, Milano, 1010, voi. 7, parte 1.

L'Arte. XXI, i
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