L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

II. - Arte europea fino all'XI secolo.

55. Dennison (Walter), A gold treasure of the
late Roman Period. New York, Macmillan, 1918.
È la descrizione accurata di 36 oggetti appartenenti a un

tesoro del peiiodo tardo romano trovato in Egitto e diviso
fra le collezioni del sig. C. L. Freer (Detroit, Michigan), del
sig. von Gans di Francoforte che li donò all'Antiquarium di
Bellino, della collezione del sig. Morgan, e di quella del
sig. W. Burns che ne regalò il Biitish Museum.

Gli oggetti in questione stanno fra il hi e il vi secolo, ma
la maggioi parte piuttosto verso il fine che il principio di
questo periodo. Sono piobabili prodotti di ateliers egiziano-si-
riaci, sebbene sia difficile stabilire la loro precisa provenienza.

Il loro studio è pieno di frutti per chi sappia leggere nei
chiaii ingegni della cosiddetta « arte industriale » i muta-
menti del gusto e delle tendenze formali, dal Romano al copto
(di cui non mancano influenze in questi gioielli) al bizantino;
ai contatti col « barbarico » vero o presunto. Alcuni pezzi
sono indispensabile integrazione alla mirabileserie contentata
dal Riegl nella sua Spàtròmische Kunstindusirie ; poiché
parecchi brani del tesoro pubblicato dal dotto americano sono
poco meno che capolavori di gioielleria, cioè d'arte figurativa.

III. - Arte romanica.

56. "Roosval (Johnnv), Swedish and English Fonts
(Buri. Mag., marzo 1918).

Breve studio sui fonti battesimali dal xi al xm secolo.
Importante per le relazioni con l'arte medievale di Inghil-
terra e di Germania, nel quadro generale del periodo romanico.

57. Sirèn (O.). A pichtre by Pietro Cavallini.
(Buri Mag., febbraio 1918).

Saiebbe la Madonna con Bambino proveniente da Cala-
hoita presso Miranda e ora nella Collezione Otto Kahn di
New York. Era prima attribuita a Cimabue. Ma neppure la
nuova attribuzione del Siren può servire per quest'opera
assai più bizantineggiante nello schematismo tecnico che
qualunque altra di Pietro Cavallini.

IV. - Arte gotica.

58. Berenson (B.), A sienese little Master in
New York and elsewhere (Art in America,
febbr. 1918).

Questo maestro di « decimo ordine », come lo gradua lo
scrittore, è Cola Petruccioli da Orvieto alla cui microscopica

personalità il B. appende una povera collana di. opere fra
cui un piccolo trittico del Metropolitan Museum di New
York, un altro nella collezione del sig. Loeser a Fi-
renze, un terzo nella Collezione Liechtenstein, un dittico,
e questo firmato e datato 1385, nella Libreria di Spello,
VAssunzione in S. Maria di Bettona, già attribuita al Fei,
una Crocifissione a fresco, firmata e datata 1380, nell'oratorio
sotterraneo della cattedrale d'Orvieto, e un altro affresco
in S. Giovenale di Orvieto.

Le sue parentele formali sono soprattutto col Vanni e
col Fei; qualche volta non manca un leggero sentore umbro,
forse dal Nuzzi. Probabilmente il Petruccioli non fu scolaro del
Fei perchè le notizie lo fanno suo coetaneo, ma semplicemente
suo condiscepolo alla scuola dèi Vanni e di Battolo di Fiedi.

59. Mason Perkins (F.), Una tavola d'altare di
Spinello aretino (Rass. d'Arte, genn.-febbraio
1918).

Spinello Aretino diede forse la misura di se stesso nel
bel polittico del 1385 un tempo a Monteoliveto, dove con
molta cura lo cita il Vasari, ed ora in gran parte nel Museo
Fogg di Cambridge (S.U.A.) salvo una parte laterale a Bu-
dapest e il coronamento nella Galleria di Siena. Il polittico
rappresenta un complesso decorativo. fra i più elaborati, e
nobili di quel secolo, e l'acutezza dell'interpretazione formale
è superiore a quella di altre opere della stesso'artista in Ame-
rica, quali l'altra Madonna nello stesso Museo Fogg che si
credeva falsamente parte centrale del polittico piecedente;
la S. Maria Maddalena in trono col crocefisso fra le mani e
otto angeli musicanti nel Museo Metropolitano di NTew York
e la tavola rappresentante una Storia di San Francesco
— opera del periodo tardo — nella collezione Ryerson di
Chicago.

60. De Nicola. (G.), Notes on the Museo Nazionale
oj Florence. Two Fiorentine cassoni (Buri. Mag.
maggio-giugno 1918).

Il primo è la più antica illustrazione dilin soggetto del
Decamerone c precisamente della 991 novel'a «La storia di
Paladino e di messer Torello d'Istria ». L'autore è un artista
secondario nella cerchia capitanata da Lorenzo di Nicolò e
da Nicolò di Pietro Gerini. Il secondo, che rappresenta la
Festa di S. Giovanni a Firenze al princìpio del '400, interes-
sante anche per la riproduzione dello stato contemporaneo
della piazza del duomo, si può avvicinare a Rossello di Iacopo
Franchi.
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