L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

Page: 44
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1918/0070
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

MI. Arte romanica.

1. Bindi (Vincenzo), S. Angelo in Formis
presso Capita ed i suoi illustratori (Rass. d'arte,
gennaio-febbraio 1917).

Ottenuto da Corrado Ricci il permesso di pubblicare le
di -ri belle fotografie di S. Angel > in Formis fatte dal cav. Car-
bone, il Bindi le commenta ricordando e sunteggiando gli studi
e 1< opinioni dell'ultimo secolo sull'insigne monumento ca-
puano.

I V. Arte gotica.

2. Toesca (Pietro), Alarmi della scuola di
Niccolò Pisano (Rass. d'arte, maggio-giugno 1917).

Xel Museo di Lucca un angelonc grossamente scolpito e
opprimente sembra al Toesca vicinissimo a Niccolò Pisano
e precisamente opera dell'aiuto che scolpi le Arti intorno al
plinto della colonna centrale del Pergamo di Siena.

In una delle nicchie del c Teatro » del Giardino di Boboli,
è una figura di Santa a tutto fondo, che rispecchia, in un pros-
simo seguace, le forme piii classicheggiatiti di Arnolfo.

Alti'*1 varianti delle, stile di Arnolfo; ad opera di altri più
o meno elevati seguaci sono — secondo il Toesca — quelle
che appai no nella grande Madonna del Museo dell'opeia che
il Ventini attribuì allo stesso Arnolfo {attribuzione alla quale
infine anche il Toesca pare sostanzialmente aderire), nella
Statua di Bonifacio Vili. nelV Angiolo annùnziante che il
Toesca riproduce da una collezione privata fiorentina, e nel-
l* Annunciazione ad altorilievo del South Kcnsingtc.n Museum
di J.ondra.

3. Berenson (Bernardo), Due nuovi dipinti
di Lippo Vanni (Rass. d'arte, maggio-giugno 1917).

Alla fisionomia orma1 chiaia di Lippo Vanni si è giunti
sopratutto per opera del De Nicola, che gli restituì convin-
centemente il grande polittico affiescato nella Cappella del
Seminario di Siena.

Il Berenson aggiunge due nuove opere al magro elenco
dell'artista: il piccolo bel trittico a tabernacoletto che dalla
collezione di Don Marcello Massarenti passò mediatamente
a ([nella Walters di Baltimora, opera probabile degli ultimi
tempi dell'artista e (pianto mai affine ai Lorenzetti; poi un
piccolo trittico con S. Domenico fra S. Tomaso e San Pietro
.Martire nella nuova pinacoteca vaticana. L'articolo si fregia
anche di una bellissima illustrazione del capolavoro di Lippo
Vanni ai SS. Domenico e Sisto in Roma, tanto difficile ora a
vedersi,

4. Toesca (Pietro), Manoscritti miniati della
biblioteca del principe Corsini (Rass. d'arte, luglio-
agosto 1917).

Un » graduale » del cardinal Piero Corsini di qualche mi-
niatore francese di stile «internazionale" sul primo quattro-
cento; un uffiziolo, e questo in certi fogli di « calendario » ve-
ramente delicato e delizioso, di arte francese dello stesso tempo
dove pare aver avuto gran parte l'artista individuato per
opera degli studi del eonte Dumeti e contrassegnato conte
« il miniatore del Libro d'ore del Boucicaut » (Iacques Coen?);
infine qualche libro miniato a Firenze, fra cui più ragguarde-
vole l'Antifonario di San Gaggio ove il miniatore Battista
di Biagio Sanguigni applicò con certa maggior robustezza
i principi dell'Angelico.

VI. ■ Rinascimento italiano.

a) Quattrocento.

5. Borentus (T.), SS. Fabian a. Sebastian
by Giovanni di Paolo. (Buri. Mag., ottobre 1015).

Sono due brutte fìgurette di Santi che il signor Ross
acquistò nel iqii ad un'asta di Christie.

6. Sirèn, An Italian Salver of the XVth Cen-
tury. (Buri. Mag., maggio 1917).

È un desco da parto entrato da poco nel Museo di Boston
e che rappresenta sul dinanzi l'Incontro di Saba e Salomone,
nel verso un putto che regge cornucopie.

L'opera fu variamente attribuita a Filippo Lippi, a Matteo
di Giovanni (Berenson), a scuola padovana (Schubring). Il
Sirèn propone Giovanni Boccati, ma non sappiamo se questa
attribuzione avrà piti fortuna delle precedenti.

7. Coui.son James (G.), A portrait from the
Boschi Collection, Bologna. (Buri. Mag., febbraio
1917).

Si sforza di dimostrare che il ritratto dell'orefice ch'era
nella Collezione Abdy e prima in quella Bòschi di Bologna
deve veramente — per attestazione di certa vetustà —
ritenersi l'autoritratto del Francia. Ma calzano meglio le
altre attribuzioni al C'ossa, 11 a Baldassar d'Este, sebbene
neppur esse siano del tutto appaganti.

8. Borenius (T.), On some unpublished north-
Ttalidn Pictures. (Buri. Mag., gennaio 1917).

Una Vergine cui Bimba in un paesaggio (di proprietà della
17'th. Century Gallery) sarebbe, secondo il B., di un Ferrarese,
non lontano da Battista Dosso; a noi pare invece si possa
ritenere di un Bresciano, forse del Ferraniola nel suo periodo
loading ...