L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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EUGÈNE FROMENTIN

E LE ORIGINI DE LA MODERNA CRITICA D' ARTE

(ContinuaEione, vedi fase, precedente)

5-

La posizione d'Eugène Delacroix ne la storia de l'arte corrisponde a la posizione
d'Eugène Fromentin ne la storia de la critica d'arte.

L'esame de le dottrine e dei giudizi, diffusi ovunque nel Journal 1 del Delacroix,
deve, logicamente, facilitare l'intelligenza dei Mattres d'autrefóis e dei criteri direttivi
di essi. Se, in quello, sono rarissime, e non specialmente significative, le sistematiche
trattazioni di critica, che permetterebbero facili confronti, è tuttavia agevole cogliere,
per obliqui passaggi, e. fissare, il pensiero che de l'arte ebbe il Maestro francese; è age-
vole porre in evidenza gl'influssi che quel pensiero dovè esercitare sul Fromentin.

Inoltre, poiché i capisaldi de l'estetica romantica furono i capisaldi de le dottrine
artistiche del Delacroix; e meglio che tutti egli attuò una pittura libera di formule,
soggettiva, di fattura « savoureuse »: e più che tutti fu convinto che vi siano « autant
de bcautés qu'il y a de manières habituelles de chercher le bonheur », ne deriva che
le sincere pagine del Journal debban necessariamente agevolare un'altra intelligenza:
quella de l'evoluzione de l'arte e del giudizio su l'arte, avvenuta ne la prima metà
del sec. xix. Così che, attraverso i liberi intuiti, scattanti di solito impensati da trat-
tazioni teoriche e tecniche, frequenti e complesse, relative a tutti gli aspetti de l'arte,
si potranno rintracciare i criteri direttivi di quella coscienza acutamente critica, e, ciò
che più conta, « le noyau » de la critica romantica, di cui i Mattres d'autrefois sono in-
carnazione.

* * *

Il Delacroix avversò sistematicamente il «realismo»; nè occorre soffermarsi sul
particolare significato, che l'ambigua espressione racchiuse verso la metà dell'Ottocento.

« Le réalisme devrait étre défini l'antipode de l'art »,2 scriveva il Maestro nel 1858,
e poneva in evidenza il peculiare carattere de l'arte sua. Domandare a la pittura una
perfezione meramente esteriore, porre fra pittore e modello un rapporto di formale
esattezza, subordinare le infinite mutevoli esigenze pittoriche a le fisse norme natu-
ralistiche, gli sembrò in ogni tempo avvilente. Il Journal è tutto penetrato di tale av-
versione, per cui il Delacroix giunge a negare l'essenza effettiva di realismo; si chiede
come logicamente possa ammettersi che lo spirito non guidi la mano de l'artista; come
possa ammettersi che l'occhio e la mano soli producano un'opera qualsiasi; e conclude:
perchè <> realismo » non divenga parola priva di significato, bisognerebbe che tutti gli
uomini avessero la medesima anima e vedessero le cose nel medesimo modo.3 « L'art,

1 Journal d'E. Delacroix, Paris, Ed. Plon-
Nourrit, 1893.

2 Journal, 1858, voi. Ili, pag. 378.

3 Journal, 1858, voi. Ili, pag. 379.
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