L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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NICOLÒ DA VOLTRI

Nella chiesa di S. Donato a Genova, uri quadro rappresentante su fondo d'oro la
Madonna col Figlio (fig. i), reca sul gradino, in lettere sbiadite ma perfettamente au-
tentiche, la firma: nicolavs. d. vvltvro. pin... 1 Purtroppo, nel sec. xvn, la tavola,
ch'era certamente lo scomparto centrale di un polittico d'altare, fu completata da
figure di putti, sgraziatamente stonanti con la più antica immagine,2 e fu ricoperta di
ricca cornice di ornati che nascosero completamente l'epigrafe. Perciò, il dotto visitatore
della chiesa di S. Donato sapeva di trovarvi sì una Madonna del Trecento, ma ne sapeva
anche un falso nome d'autore : Barnaba da Modena. A Barnaba, infatti, il quadro era
stato attribuito dal Suida;3 e l'attribuzione era stata accettata.4

Nei magazzini della Pinacoteca Vati-cana è conservato un grandioso polittico firmato:
nicolavs. de. vvltvro . pinxit . m.cccc.ì. (fig. 2). Rappresenta nello scomparto
centrale VAnntinziazionc, cui è sovrapposta la Trinità attorniata dalla Madonna e da
S. Giovanni Battista in ginocchio; negli scomparti laterali i SS. Giovanni Battista e Raf-
faele, sormontati in un-secondo ordine dai SS. Domenico e Paolo, e in un terzo ordine
da altri due santi che non ho identificato. Il polittico ha interessato Giorgio Bernardini,
ed è stato da lui per la prima volta pubblicato.5 Purtroppo, il Bernardini è andato a cer-
care la patria di Nicolò nel « Vulture » e i confronti stilistici nelle opere dei pittori marchi-
giani; così che ha disorientato se stesso e i suoi fedeli lettori.

Insomma Nicolò da Voltri aveva la buona intenzione di vivere nella storia, poiché
firmava le sue opere chiaramente, ma nessun moderno ha voluto ascoltare la sua voce
d'oltre tomba.

Eppure, malgrado l'arte sua « antiquata », egli aveva avuto la fortuna di attrarre
l'attenzione del secentista storico dell'arte genovese, Raffaele Soprani,6 il quale così ne
scrisse la vita, descrivendo anche il polittico della galleria Vaticana:

« Tra coloro che primi furono in Genova a dimostrare qual fosse la forza d'un pen-
nello da saggia mano artificiosamente maneggiato, raro sicuramente fu ne secoli pas-
sati Nicolò da Voltri Pittore in quei tempi di celebre grido, il quale nel 1401, lavorò,
per la Chiesa di Nostra Signora delle Vigne la Tavola della Santissima Annonciata che
di presente si conserva nella Sacrestia di quell'insigne Collegiata, et è divisa, secondo

1 Ringrazio vivamente l'Ispettore on. dei Mo-
numenti di Genova, prof. Giovanni Campora,
della fotografìa gentilmente favoritami; e il
Soprintendente conte A. Baudi di Vesme, per aver
provveduto a che l'opera fosse visibile nella sua
interezza e quindi fotografabile, e per avermi fa-
vorita la fotografia del quadro di Taddeo Bartoli
in Trioni.

• 2 Oltre la pittura, anche il legno è differente:
il dipinto trecentesco è su carrubo, il secentesco
su ontano.

3 W. Suida, Genita. Leipzig, 1906, p. 43,

4 Der Cicerone (io11 ed.). Leipzig, 1910, p. 673,
O. Grosso, Cenava. Milano, 1" ed., p. 64. Il quadro
di S. Donato non è invece affatto ricordato nella
Storia dell'Arte (v. VJ. ..di A. Venturi.

5 G. Bernardini, Ancora di alcuni quadri nel
magazzeno della Galleria Vaticana, in Rassegna
d'Arie, XVI (1916), p. 199.

- 6 Raffaele Soprani, Le Vite de Pittori Scol-
tori et Architetti Genovesi. In Genova,MDCLXXIV
p. 11.
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