L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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EUGÈNE FROMENTIN

E LE ORIGINI DE LA MODERNA CRITICA D'ARTE

(GoniinuaKiono, vedi i'aiu. precedente)

Nel giudizio di Roger de Pyles permane l'aspetto vasariano di una concezione
naturalistica de l'arte — permane qualche aspetto academico, per cui, nei primi scritti
specialmente, si predica il culto « des belles antiques », si ricerca nobiltà, eleganza, di-
gnità, chiarezza espressiva.

Ma, per altri riguardi, il giudizio de l'Amatore è giudizio nuovo.

In un secolo di dogmatismo classicizzante, Roger de Pyles s'atteggia ad anticlas-
sicista, — ed è tanto singoiar fatto, che, dapprima, non ha egli stesso coscienza, intera di
quanto le sue opinioni divergano da quelle generali, sì d'ammetterne, in teoria, alcuna
de le più significative.

Charles Le Bruii aveva vestito del solenne manto de la fama soltanto pochissimi artisti
moderni. L'Amatore rompe quelle strettoie, amplia le cognizioni, oppone scuola a scuola,
maestro a maestro; l'eclettismo, clic è luce per la critica, raffina la sua sensibilità intuitiva.

Combattere il colore del Poussin, per esaltare quello del Rubens, significa assumere
coscientemente e palesemente atteggiamento antitradizionalc; « attaccar Poussin significa
attaccar l'academismo stesso »:T egli fece l'una e l'altra cosa.

S'è detto come in Francia mancasse una critica di pubblico, come l'insegnamento
de l'arte e l'indirizzo del giudizio su l'arte dipendesse in modo assoluto dagli artisti,
la cui autorità era da lo Stato sanzionata ne l'Academia. Con Roger de Pyles, invece,
«sorge il laico, l'Amatore: egli combatte l'autorità de l'Academia, non teme verdetti
governativi, professa serenamente il diritto de la libera opinione. Non è questione di
forma e di colore, è questione di vita e di morte de l'assolutismo artistico, impersonato
ne l'Academia e ne l'Academismo ».2

Nel Dialogo del colore, specialmente, l'Amatore vuol provare, che quasi tutto ciò
che era legge per il Reale Istituto doveva ritenersi convenzione.

D'altra parte, ne la Seconda conversazione su la pittura, si legge: « 11 y a des ou-
vrages de P. Veronése et de Tintoret, dont je ne fais qu'un cas très médiocres ». Il
Fontainc commenta: « 11 raille les amateurs qui ferment leur cabinet à tout ce qui
n'est pas Vénitien óu Flamand », e forse esagera. Ma è pur naturale che, essendo Roger
de Pyles più intelligente, più colto, più libero de la maggioranza che divise le sue teorie,
quelle teorie in lui serbassero i limiti di moderazione, lo stato d'equilibrio, che per-
derono, passando ad altri: poiché accade, a chi abbraccia altrui convincimenti d'esage-
rare per troppo fervore.

Se manca, dunque, al giudizio de l'Amatore, quel lato che il Croce chiamerà emo-
tivo o di senti mento, il quale sarà del romanticismo; se, nonostante il caldo amor de
l'arte, non giunge, per il sussistere d'opposti criteri, al conseguimento de la concezione
pittorica pura, rimane tuttavia evidente la singolarità de la posizione depyliana, rispetto
ai principali problemi de la critica; rispetto, sopratutto, al colore.

1 Dresdner, Die Kunstkriiik, pag. iao.

- Dresdner, Die Kunstkriiik, pag. 12
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