L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

I. - Teorie sull'arte, sulla storia e critica artistica,
sulla pedagogia artistica, ecc.

31. Cantalamessa (Giulio), Divagazioni circa
lo stato presente della critica d'arte (Riv. d'Italia,
giugno 1917).

Una delle periodiche sottili divagazioni di questa mente
calma e saggia, deliziosa anche nelle sue insuperabili limita-
zioni di educazioni di gusto e di tendenze. Non pare di ascol-
tare le parole lontane e un poco ritardate di qualche dotto
gentiluomo di provincia, che si nutra alle vecchie fonti di
una savia biblioteca del settecento? Forse il Lanzi escito
da poco nell'edizione di Bassano, è appena giunto per corriere
ai pochi gentiluomini sottoscrittori dell'opera nelle Marche
soleggiate. E si attende a questa chiara loquela alcuna rispo-
sta conservativa che intavoli da parte di chissà quale conte
od abate superstite di Lombardia o della Venezia, Malaspina
o Bianconi o Selvatico, una serie di lettere sulla pittura per
accrescere di un volume novello la serie del Bottari e del
Ticozzi. Lo affkleiemo ai torchi del Capurro?

III. - Arte romanica.

32. Comello (E.)-Ottolenghi (G.), Avanzi di
antichi mosaici nel Duomo di Casale. Edizione
fatta a spese del Municipio di Casale, Tip. Cas-
sone, 1917.

L'intento di divulgazione ha condotto ad ampliamenti
di carattere informativo generalissimo sulla storia del musaico,
su che non occorre fermarsi.

Giunti all'argomento particolare i due studiosi concludono
per la datazione dei mosaici casalese nel sec, xm, cioè al tempo
della ricostruzione del duomo dopo il 1215. Per contro il ca-
rattere corsivo di quei musaici schiettamente settentrionali
di tratto e confrontabili con sculture del 1100 fanno ritenere
che essi non possano essere posteriori al xn secolo.

L'illustrazione dei singoli soggetti dei musaici casalesi
è tutta iconografica, storica e di « costume », non storico-
artistica. Belle e nitide le illustrazioni del fotografo casalese
Benzi, delle quali gli studiosi dell'arte, d'ora innanzi potranno
e dovranno valersi, dato che il valore estetico dei mosaici
casalesi è ragguardevole. Alla bibliografia data degli studiosi
casalesi aggiungiamo anche il Toesca — non citato — che
parla dei mosaici di Sant'Evasio nella sua Storia della pit-

tura e della Min iatura nella Lombardia fino alla metà del '400,
se anche sembri deprezzarli alquanto.

IV. - Arte gotica.

33. Mauceiìi (Enrico), Su di una tavola rappre-
sentante S. Agata in Castroreale (Rass. d'arte,
luglio-agosto, 1917).

È una severa icona circondata da dodici quadretti di
sce ìa della vita della martire, che si conserva nella chiesa
omonima a Castroreale.

La tavola ancora completamente nelle forme tradizionali
del trecento è una delle tante dimostrazioni secondo il Mauceri
dell'esistenza di una scuola pittorica lccale che preparò l'av-
vento eli Antonello; ma non si vede ben chiaro quali siano qui
i caratteri specificamente siciliani.

VI. - Rinascimento italiano.

a) Quattrocento.

34. Toesca (Pietro), 77 pittore del trittico Car-
rand (Rass. d'arte, gennaio-febbraio 1917).

Al bello decorativamente trittico elella collezione Carrand
al Bargello erano state riunite elai conoscitori altre opere come
la Madonna della collezione Weisbach, un 5. Antonio e i tondi
di una cornice elei Museo di Berlino, un'Adorazione dei Magi
del Museo Fabre a Montpellier, il Crocefisso di S. Andrea a
lirozzi, una Madonna con Santi eiella collezione Johnson, e —
più importante — la predella di Casa Buonarroti.

Il Toesca unisce a tutte queste un'altra opera che, sebbene
guasta, reca ancora chiari i segni dello stesso artista; cioè la
lunetta nella loggia degli Innocenti, col Padre Eterno fra
angeli.

E poiché l'archivio elegli Innocenti conserva ancora i
documenti relativi all'esecuzione di quell'opera (1458) e al suo
autore, che non è già il Graffiane cernie diceva il Vasari, po-
tremo d'ora innanzi dire che l'autore di tutto il gruppo di
opere citate si chiamava per chi lo conobbe eli persona: Gio-
vanni di Francesco del Cervelliera. Le sue forme che risentono
di Andrea del Castagno potrebbero forse farlo identificare
con quel Giovanni da Rovezzano che il Vasari elice per
l'appunto, scolaro eli Anelrea.

Comunque sia di ciò, Giovanni di Francesco è un moelesto
ma non disprezzabile seguace un poco di tutti i maestri inizia-

L'Arte. XXI, 18.
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