L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

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tardo. Il Borenius pubblica inoltre un Ecce Homo primitivo
di Andrea Solario già nella collezione di Mr. Arthur a Glasgow,
e una Madonna dello stesso artista, ma questa di epoca più
tarda, e simile a quella Schweitzer, perciò, secondo la crono-
logia stabilita dal Badt, verso il 1506. In fine un largo
disegno di Gaudenzio Ferrari per un altare smarrito, rap-
presentante la Madonna e il Bambino con S. Giovannino,
S. Elisabetta e S. Cristoforo, nella Collezione di Mr. Henry
Oppenheimer.

9. Borenius (ì\), Adoration of the Magi by
lì rama ut ino. (Bari. Mag., luglio, 1916).

Breve illustrazione della famosa Adorazione della raccolta
ayard, appena esposta alla National Gallery. Il Borenius
concorda col Suida nel ritenerla di poco anteriore ell'anno
i suo.

1 o. Gronau (Georg.) , Ein J ugendwerh des
Leonardo da Vinci {Zeits. j. Bild. Kst. XXIII, 10).

Raccoglie perspicacemente tutti i fatti e le opere che
provano la grande popolarità ottenuta già nel 1400 dalla
composizione della Madonna Bénois di Leonardo, fornendo
così ottimi controlli alla paternità ormai indiscussa di quella
tavola.

11 G. ricorda dapprima il bellissimo pensiero di !.. per
quelle opere, tra i disegni del British Museum, poi le deri-
vazioni più fedeli che sono: quella della scuola dell'Alber-
imeli] nella Raccolta Spencer ad Althorp, quella già nella
Raccolta Toscanelli, l'altra della Galleria Colonna di un de-
bole allievo della cerchia Verrocchiesca. Una derivazione
con caratteristiche varianti nazionali è nel Museo di Magde-
burgo per mano di un fiammingo simile al Maestro della
Morte di Maria. Altre discendenze egualmente incontra-
stabili, tuttavia piìi discoste dall'originale, sono la Madonna
col Bambino e S. Giovannino (nella Galleria Strossmayr di
A grani) di Ridolfo Ghirlandajo, un tondo prossimo al Bu-
giardini sul mercato antiquario a Firenze, l'opera attribuita
a Lorenzo di Credi nella Galleria di Dresda, la Madonna
col garofano tolta dalla nota e tanto replicata composizione
di Raffaello, il gruppo di scuola fiorentina a' Pitti (n. 363)
e la Madonna che fa da centro in un trittico fiammingo dei
primi decenni del '500.

Oltremodo probante per la datazione della Madonna Bé-
nois è che non esistano di essa repliche e derivazioni di scuola
leonardesca, oltre le validissime ragioni formali che la pon-
gono—secondo il Gronau — poco prima del 1480. Se anche
la Madonna Bénois fosse una copia, essa sarebbe pur sempre
copia di un originale dipinto da Leonardo verso il 147^.

il.. Hadeln (D, F. v.), Zwei Madonnenkom-
positionen des Giovanni Bellini. (Z. f. B. Knnsi.,
XXIII, 12).

Nella raccolta Xemes di Budapest è una Madonna opera
probabile di Giovanni Bellini e che tuttavia si rivela come
una replica di un più antico originale. Lo dimostra il fatto
che tutte le derivazioni che apparentemente si potrebbero
credere discese dalla Madonna Nemes — e sono quelle di
Francesco Tacconi {1489) nella National Gallery, quella di

scuola Bellinesca agli Scalzi di Venezia, e un'altra di Filippo
Mazzola nel Museo di Padova — concordano in una stessa
divergenza dalla Madonna Nemes, poiché in esse la Vergine
ha gli occhi socchiusi, la Madonna Nemes, aperti. Giovanni
Bellini adunque, probabilmente prima della Madonna Nemes
dove il donatore di destra in postura un po' incomoda ha l'aria
d'essere un'idea après coup, dipinse una Madonna simile
a quella di Budapest ma con gli occhi aperti; è da ritrovare.

Un altro originale smarrito del Bellini dev'essere stato quello
da cui derivano i due quadretti della Galleria Doria che il
Morelli attribuì entrambi al RondinelU, e la Madonna am-
pliata in una Santa Conversazione dal Catena nella Colle-
zione Widener di Philadelphia.

12. Berenson (B.), A Madonna by Giovanni
Bellini recently acquìved by M. Philip Lehman.
(Art in America, 1916, 3).

Sottilissima dissertazione intorno alla mi l'abile icona di
casa Potenzi ani passata, come noto, nella Collezione Lehman
di New York. I forti accenti mantegneselù che dànno carat-
tere all'opera inducono il Berenson a ritenere probabile l'esi-
stenza di un modello mantegnesco smarrito, sullo stile della
Presentazione di Berlino. La Madonna Potenziane dovrebbe
essere anche un poco anteriore alla Madonna Johnson ep-
perciò, secondo le Conclusioni cronologiche del Berenson nel
suo volume sull'Arte Veneziana in America, non molto prima
del 1470.

Ammirazione va alle parole del Berenson sulle ragioni
per cui Bellini, attratto da problemi di colore e di psiche, non
curò Partì colazione del torso nella sua Madonna piìi che il
gì eco primitivo il suo ^sa'jov.

13. Borknius (T.), Two uìipublishcd North-
Italian Drawings. (Buri. Mat>., ottobre 1916).

Sono due disegui della collezione di Sir E. Poynter. Uno è
ilei Carpaccio e ci presenta a tratto rapidissimo due gruppi
di ecclesiastici; 1' altro del Montagna reca una santa a in-
tera figura, volgendo il capo; e l'interpretazione di viso e
di panneggio è acutissima.

14. Borenius (T.)t A Portrait by Catena (Buri.
Mag., settembre 1916).

Fra fino a poco fa nella collezione Brasseur a Parigi; ma
proprio non pare Catena; il Borenius che riconosce memorie
fiamminghe nello stile dell'opera, avrebbe dovuto sviluppare
questi suoi rilievi sull'opera che non ci sembra italiana.

h) Cinquecento

15. Hadeln (D. F; v.), N adulino da Murano.
(Zeits. /. Bild. Kst., XXIV, 7).

S'industria l'autore, con qualche fatica, a ricomporre le
vestigia sparse degli allievi di Tiziano eitati dal Ridolfi; e
crede l'impresa meno disperata per Damiano Mazza e Nada-
lino da Murano.

Sulla fede del Ridolfi e del Boschini, ammette che Nada-
lino possa essere l'autore di una grande pala un po' grossa-
mente tizianesca, nel duomo di Ceneda, ove la Madonna è
corteggiata da due Santi e un donatore; in base ad essa tenta
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