L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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GLI «IGNUDI» DELLA VOLTA SISTINA

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mostra di tre quarti, come nella figura a riscontro;
quanto a' lineamenti, ritorniamo a quelli d Adamo
nel sesto riquadro della volta; identica è la mo-
dellatura del capo, e identica la pace dell'espres-
sione.

Fino a questa coppia si può dire rispettata,
dal più al meno, una certa regola simmetrica;
di qui supplisce l'improvvisazione, e della spedi-
tezza inventiva ed esecutiva sono validi testi-
moni due nudi laterali al quinto comparto.

Sono sopra la Sibilla Cumea (fig. 16), ed hanno
un punto unico di richiamo: le due gambe che
rasentano il lato esterno del dado, come ne' gio-
vani sopra la. Sibilla Eritrea; del resto, le varia-

Fig. 15 — Michelangelo: Ignudo sopra Ezechiele.

zioni della mossa sono sì rudimentali da ingene-
rare un vizio di monotonia in tutta la serie.
Questi ignudi si disinteressano de' nastri, e por-
tano innanzi il corpo con abbandonata scioltezza
di membra; la doppia flessione non è simmetrica,
perchè il capo dell'uno investe l'angolo del qua-
dro, mentre quello dell'altro resta a mezza la
fascia; il suo braccio sinistro, però, intento ad
avvolgere il sacco delle ghiande, si allunga oltre
la cornice. La membratura atletica ha l'opulenza
insolita che conferisce all'eleganza del movimento
la plasticità delle fattezze femminili. Si guardi

com'è sapiente il passaggio di chiaroscuro che
macchia il dorso (dove s'inflette), e come pende
snella nel vuoto la gamba destra, il cui piede pare
veramente mobile.

Il genio di Michelangelo annuncia la sfumata te-
nerezza del Correggio; il putto che incita Ezechiele
(fig. 16) respira il pensiero con la dolce e quasi iro-

Fig. ió — Michelangelo: Putto vicino ad Ezechiele.

nica ammirazione degli spiriti che non si sentono
urgere dall'ignoto, ed una testa in cui brilla il sor-
riso, disegnata in sanguigna (ora ad Oxford),1 pale-
sano che l'artista [trova requie talvolta nella limpi-
dezza spirituale degli adolescenti: requie di pittore
sincero e, più tardi, di "poeta petrarcheggiante.
Vaneggerebbe chi, sulle orme altrui,2 volesse de-
terminare gl'influssi fra il Buonarroti e l'Allegri;
da osservare sono, al contrario, que' panni volanti
che fremono sui contorni, e che non s'aggiungono
per semplice contrasto pittorico, perchè il maestro
sapeva anche troppo di rilievo plastico senza ri-
correre agli scopertissimi ripieghi di quanti non
collocano le figure nell'atmosfera, ma le intagliano
sopra una superficie. Egli ci lece sentire i piani
aerei, il soffio reale del vento, i suoi giuochi nelle
larghe pieghe e l'ostacolo de' volumi corporei,
su' quali esso scorre lasciandovi la cerea impronta
di un brivido o la scintilla di un refrigerio. Aria
e luce, ecco i due elementi che circondano gli

1 Berenson, The drawings ecc., op. cit., II, pag. 98, nu-
mero 1565; Frev, Handzeichnungen, op. cit., pag. 107 ta-
vola 222.

2 J. Lange, Studiai Uber Michelangelo (Zur Kunstge-
schichte des Auslandcs, Heft, 76) Strassburg, 1910, pag. 28; per
i rapporti indistinti col Correggio, cfr. H. Thode, Correggio,
Bielefeld u. Leipzig, 1898 e Michelangelo, op. cit., I, pag.426.

L'Arte. XXI, 16.
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