L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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EU GÈNE FROMENTIN E LE ORIGINI DE LA MODERNA CRITICA D'ARTE 147

che ricordava il Rubens ed il Vàn Dyck; il Delacroix stesso, poco dopo, ebbe occa-
sione di vederne dei saggi... « Gràce à cette illumination très positive, le Massacre de
Scio devint l'oeuvre éclatante que vous savez, le manifeste de la nouvelle école et
l'oeuvre la plus pure du maitre ».' E così è, effettivamente.

TI frammento s'interrompe su questi pensieri. Il Gonse ritiene, che la materia de
la conferenza fosse divenuta, ne la mente del Fromentin, tanto ampia da bastare a un
volume, nel quale, prima di concludere, sarebbe stata delineata la storia de la critica
d'arte nel romanticismo, e pensa che, spaventato da le proporzioni, avesse abbando-
nata ogni idea in proposito.

Comunque, il passo merita meditazione: se esso è ben lungi d'esser qualchecosa di
compiutamente significativo; se, anche frammentario e non rivisto mai da l'autore, esso
avrebbe potuto spiegare, con minor superficialità, alcuni aspetti de la questione; ed
altri metterne a luce, lasciati ne l'ombra; ed altri del tutto tralasciare, residuo sterile
d'anteriori forme di- giudizio; se, da esso, non sarebbe assolutamente possibile trarre
definitive conclusioni su una teoria fromentiniana de la critica d'arte (come al Gonse
piacerebbe),2 tuttavia, anche soltanto dal modo con cui il problema, ne le linee es-
senziali, è impostato, traspare la passione e la preoccupazione de l'argomento — tra-
spare, se non altro, l'implicita condanna dei sempre vitali metodi diderottiani, esclusi-
vamente compresi di psicologismo; l'implicita condanna di altri metodi, che considerarono
l'opera d'arte documento d'idee, di costumi, ecc.; traspare ciò che sarà carattere de la
critica fromentiniana: « grande ardire ne le idee, grande rispetto per le persone ».

Se non è possibile prevedere, da la premessa, un effetto quale i MaUres d'autrefois,
si capisce che fino ai MaUres si possa giungere, quando si pensi cosi.

* * *

Dei MaUres d'autrefois.
Impressioni di paesaggio.

Il Fromentin in poche pagine, a volte in pochi periodi, esplica il puro effetto senti-
mentale, prodotto dai luoghi dei suoi maUres.

Manca in tali parti ogni tendenza novellistica? L'autore, che ha espresso la poesia
monotona del nordico paese, avrebbe potuto, senza danno, tacerne? L'Olanda, più del
Belgio, lo suggestiona, l'Aja più d'ogni città olandese. Perchè?

Giova considerar fino a qual punto le parti di pura impressione, nei MaUres, abbiano
valor positivo.

Aja, città unica; olandese e cosmopolita; elegante senza affettazione; originale senza
bizzarria; aristocratica senza sfarzo; regale di tradizione e di costumi; calma e riposante;
con il mare vicino; con le terre intorno, monotone e strane.

Il Fromentin coglie il carattere essenziale del luogo, con la sensibilità chi di molto
à viaggiato, ed è disposto facilmente al rilievo e al raffronto. Conclude: « C'est une
ville à voir, parce qu'elle a beaucoup de dehors, mais dont le dedans vaut encore
mieux que le dehors, car elle contient en autre beaucoup d'art caché sous ses élé-
gances ».' Che arte? Quella cui egli pensa, quando è in mezzo a la campagna, circostante
a l'Aja: « Aujourd'hui je me suis fait conduire à Scheveninguen. La route est une allée
converte, étroite et longue, percée en ligne directe au cceur des bois. Il y fait frais et noir,
quels que soient l'ardeur du ciel et le bleu de l'air. Le soleil vous quitte à l'entrée et
vous ressaisit au .débouché. Le débouché, c'est déjà le revers des dunes: un vaste désert

1 Gonse, op. cit., pag. 125.

2 Op. cit.: «Oli y trouvera l'essentiel de ses
pensées sur ce que l'on pojirrait appeler la répu-

blicpie des arts en France » (pag. 105).
3 Mattrés, pag. 148.
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