L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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EUGÈNE FROMENTIN E LE ORIGINI DE LA MODERNA CRITICA D'ARTE 167

charpentc... tout cela fait au mème titre partie de cet art égalitairc et jouit pour ainsi
dire des mèmes droits devant le dessin ».* Il concetto del valore, che tutte le cose assu-
mono ne la visione de l'artista, sul quale tanto il Fromentin insiste, è di per sè libero
concetto, «primo fondamento de la psiche impressionistica» (Longhi); in esso v'ha tutto

10 spirito del bel capitolo dei Mattres,2 su l'assenza di soggetto nei quadri olandesi e
l'abuso di soggetto nei quadri romantici. Ma, ne la particolare importanza, che il critico
dà al disegno, per l'applicazione artistica di tal concetto; in quell'esaltare il disegno per
la sua sapienza imitatrice, come non veder affinità con le vecchie teorie, che raccoman-
davan di curar minuziosamente ogni particolare, per conseguir effetto d'insieme?' Vi
ha, nel pensiero fromentiniano, per quanto riguarda il disegno, una palese limitazion di
giudizio, per cui s'incespica nei vincoli naturalistici4 — nè si vede, in quel mezzo d'espres-
sione estetica, altra cosa che la linea, la linea ininterrotta, del tutto priva di significato
pittorico, mezzo illustrativo per eccellenza. Se si ricorda come, nonostante il preconcetto,
gli scrittori veneti, avesser, per salda concezione cromatica, superato l'academismo,
quando considerarono il disegno dei coloristi, parrà evidente che il Fromentin fino a
quella serenità di visione non giunga: il sentimento di probità de la linea, presso gli
Olandesi, lo avvicina più al Le Brun che al Delacroix: chè, come quello, egli dà valore al
disegno, in quanto è limite di zone colorate, personificazione essenziale de l'oggetto ritratto.

Chi disse che la scuola olandese mancò di stile, perchè mancò di bellezza/ e chi
per. sua parte, nel 1903, spiegò il significato di «.bellezza », come « beauté ideale, où les
lignes n'expriment qu'une nature corrigée... »,6 dimostrò ben academica mentalità. Il
Fromentin giunge a conclusioni diverse: ma gli argomenti, che l'oggetto « disegno » gli
suggerisce, non posson sembrar, di fatto, a quelli superiori, se pur intimamente opposti.

Il fatto poi, ch'egli esprima, in un luogo,7 la condanna del paesaggio classico, in cui

11 disegno tanto più contava che il colore, non infirma menomamente tal conclusione:
esso si spiega come effetto di naturai intuito, che, prendendo rivincita sul pregiudizio
teorico, induce il critico a lo sprezzo verso il formalismo scientifico di quelle composi-
zioni, da le quali può dirsi bandito ogni circostanza d'intimo pittoricismo — lo induce
a l'esaltazione de le piccole tele « concentriche e concave » degli Olandesi, in cui il cielo,
a volte, è, metà del quadro, è tutto il quadro, in cui gli artisti, al di là d'ogni precetto
e preconcetto, hanno espresso l'anima semplice, il lucido pensiero.

Così, parimenti, se il Fromentin vedrà nel Rembrandt il disegnatore, « disegnatore
a suo modo », giungendo a un giudizio quasi del tutto sereno, a ciò pure sarà indotto
da la visione esatta dei peculiari caratteri de l'oggetto storico; la quale farà nascere
in lui il dubbio che disegno, grande disegno, possa pur chiamarsi quello de l'artista, che,
sprezzante d'ogni esattezza realistica, fantasticamente si preoccupa di ciò ch'è fuori
de la linea stessa — o de l'artista che, mediante la rarità degl'intrecci e dei. rapporti
lineari, crea un mondo di suggestivo pittoricismo.

Ma sono eccezioni: ne la generalità dei casi, trattando di disegno, l'autore dei
Mattres, spirito romantico, così conscio del valor suggestivo de l'arte, più che dichiara-
tivo, non sente, per incoerenza strana di giudizio, tutta la potenza di suggerimento de
la linea, cui è dato racchiudere ciò che è solido, ciò che è atmosferico, ciò che in realtà
non esiste, ma solo esiste' ne lo spirito di chi crea.

1 Mattres, pag. 169.

2 Cap. TV, pag. 181 e sogg. Le conclusioni non a
tutti parvero buone: cfr. Rosenthal, Peint. rom.,
pag. 160.

3 Cfr. art. prec, in Arte, pag. 74,

4 Quale effetto de la più academica interpre-
tazione del concetto « disegno », vengono a galla,

nel coscienza del F., tutti i caratteri negativi di
un Salon diderottiano: cfr., per esempio, il passo
a pag. 214, per un interno di P. de Hoocli.

5 Ch. Br.ANc: «elle n'a pas eu la beauté t (Gramm.
des àrls de dessin, pag. 19).

6 Fontaine, Essai, pag. 180.

7 Mattres, pag. 169.
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