L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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EUGÈNE FROMENTIN E LE ORIGINI DE LA MODERNA CRITICA D'ARTE T75

deux forces horizontales, qui rattachent la scène au cadre, à mi-hauteur du tableau. En
bas des degrés gris, en haut un ciel bleu vénitien avec des nuées grises et des vapeurs qui
volent; et dans cet azur nuancé, les pieds noyés dans des flocons azurés, la tète dans une
gioire, la Vierge habillée de bleu pale avec un manteau bleu sombre, et les trois groupes
ailés des anges qui l'accompagnent, tout rayonnants de nacre rose et d'argent Così,
del resto, il Fromentin suol considerare la « composizione ».

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A pag. 319 dei Mattres si legge la definizione di colorista:

« Un coloriste proprement dit est un peintre qui sait conserver aux couleurs de sa
gamme, quelle qu'elle soit, riche ou non, rompue ou non, compliqué ou réduite, leur prin-
cipe, leur propriété, leur résonnance et leur justesse, et cela partout et toujours, dans
l'ombre, dans la demi-teinte, et jusque dans la lumière la plus vive...».

Secondo tale criterio fondamentale ad ogni artista del Belgio e de l'Olanda, di cui
nei Mattres si tratta, per quanto diverso l'un da l'altro, conviene la denominazione:
una legge è comune a tutti: la parentela de l'ombra e de la luce, e il permanere d'un
rapporto fra ombra, luce e colore, attraverso ogni accidente de la luce stessa.

Tale definizione è definizione di pittore tonale; e di tono il Fromentin parla esplicita-
mente, fissando con argomenti teorici ciò ch'era stato soltanto intuito di pochi scrittori.2

Dal concetto d'imitazione di realtà esterna al concetto di tono, lungo fu il cammino:
la critica lo percorse con difficoltà, giungendo a consapevole spostamento d'idea, soltanto
nel romanticismo: quando, ai tradizionali pregiudizi naturalistici e classicisti, si sostituì
il criterio d'ispirazione a ciò che è al di là d'ogni forma imitativa, e che, portato a le
estreme conseguenze, può trovar esplicazione in « un principe neutre, subtil et cependant
réel, la valeur, pour ainsi dire, abstraite des choses disparues... un principe négative,
incolore, d'une délicatesse infime..; ».3

Il Fromentin imposta la sottile questione con molta semplicità: rimettendosi in un
ordine- di pensieri, già espressi nel Programme de critique, egli considera i danni derivati
a la pittura contemporanea da la mancanza d'una formale educazione artistica: l'arte di
dipingere pare ormai un segreto di cui s'è persa la chiave — l'individualismo dei metodi
è soltanto lo sforzo d'ognuno per colmar le lacune de la propria ignoranza — la sedicente
originalità de le tecniche nasconde, essa stessa, l'incurabile malessere. « Voulez-vous
avoir une idée des investigations de ceux qui cherchent, et des vérités, que nous
mettons au jour, après des longs efforts? Je n'en donnerai qu'un exemple »,4 ed è
l'esempio di ciò che s'è convenuto di chiamar tono.

Tono è la quantità di chiaro e di scuro che si trova in un colore. Mediante un'analisi
chimica assai facile, il critico spiega come si possa separare da un determinato colore
l'elemento di chiaro e di scuro, che si combina con il suo principio colorante, e come
si possa scientificamente giungere a considerare un colore sotto il duplice aspetto di
tono e di qualità. Così, in un violetto, si può vedere, oltre la quantità di rosso e d'az-
zurro, che ne modifica a l'infinito le gradazioni, anche la quantità di chiarezza o di forza,
che lo avvicina, sia a l'unità chiara, sia a quella scura. Prima conseguenza di ciò è
la relatività del colore: un colore non esiste in sè, ma è modificato da l'influenza di quello
vicino: quindi, per sè stesso, non ha bellezza, nè virtù. Le doti gli derivano da la vici-
nanza, ossia dai suoi complementari, e, mediante avvicinamenti e contrasti favorevoli,

1 Mattres, pag. 40.

3 II F. che tanto à chiara l'idea del fatto, è tut-
tavia incerto circa la denominazione: ora dice
valeur, ora clair-obsciir, ora lon. Da tali scambi
verbali deriva oscurità. Io cerco di diminuirla,

in questa parte del mio studio, con l'uso di un
solo termine, in luogo di tanti: tono.

3 Mattres, pag. 222.

4 Mattres, pag. 221.
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