L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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MARY PITTALUGA

Per simile concetto (che è finalmente il concetto estetico, sul quale deve imper-
niarsi' la storia « interna » de le arti figurative) la vision de la pittura come cromatismo
assumeva, tutto il suo valore; l'arte e la critica si trovavan ancor ravvicinate.

I Maitres d'autrefois sono il resultato più singolare de-la riflessione su l'arte, da
quel punto di vista che, ne la pratica de l'arte, diede l'opera di Eugène Delacroix.

La posizione dei Maitres, rispetto agli scritti anteriori, riman di per sè fissata,
quando degli anteriori si conoscano, come ormai si conoscono, sia pure a linee essenziali,
i criteri primi d'indirizzo.

Mentre i vecchi storici, anche i più fini tra essi, essendo privi d'ogni storico concetto
de l'arte, e tanto più del concetto de l'arte, fenomeno di spiritualismo, ebbero turbata
la visione da molti dubbi-ed incertezze, il Fromentin; che quel concetto prese al suo
tempo, e logicamente accordò al suo giudizio, giunse pianamente, per la pittura secen-
tesca dei Paesi Bassi, a l'intelligenza de la composizione tonale, la quale gli permise di
spiegare le sue attitudini, e di mostrar fin dove pervenissero.

. Esse, che già singolarmente si esplicarono dinanzi a la campagna olandese, la quale
fu veduta in funzion de l'arte, quasi si sforzasse d'assomigliare a ciò che il genio dei pit-
tori aveva creato (e il criterio d'imitazione de la realtà esterna non avrebbe potuto
esser più sorpassato), trovaron maggior oggetto ne la ricerca di una personalità, in ogni
singola opera; ne la ricerca di ciò, per cui la personalità s'è espressa, ed ha conseguito
il suo stile. Per giunger a tale essenziale intelligenza, il Fromentin studiò i maestri,
anche fuori de l'attività loro; e, ne la coincidenza fra artista e uomo, raggiunse sto-
riche conclusioni. A lo stesso scopo egli considerò le tendenze e le vicende artistiche,
che poteron condurre ai peculiari caratteri di quelle personalità (chè niente può esser
senza precedenti): e disegnò, a grandi linee, gli aspetti de le scuole d'arte, che il suo og-
getto interessavano.

Prima conseguenza del desiderio di fissar storicamente le singole individualità,
è l'identificazione di critica d'arte con storia de l'arte, per cui, finalmente, fu superato
l'eterno dualismo, che la retorica vasariana e post-vasariana aveva ammesso.

II Fromentin, uomo del romanticismo, rifiuta infatti il concetto d'una storia in-
tesa come biografia degli artisti, o come ricerca esclusiva de le cause individuali e
sociali, producenti le opere d'arte; d'una storia ben disgiunta da la critica d'arte, la
quale, con l'estetica filosofica dovesse identificarsi ■— egli ha capito, che, non vivendo
l'arte una vita astrattamente pura, penetrar lo spirito d'un maestro è premio di lungo
studio — e che, chi voglia superar lo stadio, de le pure impressioni, e giunger ad effet-
tivi resultati critici, deve, in ogni modo, uscir dal campo de le astratte valutazioni.
Mediante filosofia, gusto e « virtù di rappresentazione storica », egli è giunto a la vi-
sione de la continuità del fenomeno artistico — continuità che non sa intender come
cronologica successione d'avvenimenti; ma come evoluzione di stili. E i caratteri di stile,
nel limiti del dire, l'autore dei Maitres singolarmente definisce, ne le proprietà, negli
influssi, nei mutamenti, ne le figliazioni — nulla, che abbia effettivo valor critico, gli
sfugge: da puri indizi, che l'antecedente giudizio, d'essenza antistorica, non aveva colto,
egli trae insospettate conseguenze, le quali si collegano a fatti già noti, mettendo a luce,
nel collegamento, altri effetti. Da ciò, facile agilità di raffronto, indice di pronta intel-
ligenza d'intuizioni.

Seconda conseguenza, il cosciente oblio di tutto ciò che, nel quadro, non abbia
significato prettamente artistico. Novità, come si vede, d'altissimo valore, anche se ad
essa il Fromentin giunga soltanto quasi sempre: chè egli perviene a l'astrazione di ciò
che è soggetto (vita, sentimento, passione, drammaticità del soggetto) quasi sempre,
non sempre, prevalendo ancora, qualche volta, la tendenza e la divagazione novelli-
stico-sentimentale.
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