L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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ADOLFO VENTURI

scienza et di grande ingegno ». Quando Luciano spesso alla ricerca di eftetti grandiosi, alla predi-
ricevette da Federico la patente in questi termini, lezione dei forti aggetti romani, il ricordo delle
l'anno 1467, Donato Bramante aveva ventitré cristalline, terse, levigate forme lauranesche di
anni, l'età in cui si dà alle proprie tendenze una quando in quando risorge; l'educazione torna ad
forma definitiva. ' esercitare il suo influsso. E così ad Abbiategrasso

Prima dell'arrivo del Laurana, altri, come ab- egli ricorderà la costruzione di Luciano fra i due
biam detto, ne prepararon l'avventoif Pier della torricini nel palazzo urbinate; a Santa Maria delle

Grazie a Milano ripeterà sagome, membrature
lucianesche; a Santa Maria della Pace in Roma,
nell'ingresso al chiostro, richiamerà forme comuni
della reggia urbinate (fìg. 3); nel cortile del Bel-
vedere s'ispirerà alle leggere archeggiature (fig. 4)
di una facciata accanto ai torricini. Quando si sotto-
ponga ad analisi le stile bramantesco, si vedrà in
esso riposto, come nel fondo, come nell'origine
della sua essenza, l'arte di Luciano Laurana. Non
v'è dubbio che questi trovò il pittore esordiente,
e ne fece con gli esempi, fors'anche con paterni
consigli, compiuta l'educazione d'architetto.

Donato Bramante, prima di partire da Urbino,
lasciò saggi di sè? Si citano talvolta da scrittori

Fig. 13. — Urbino. San Bernardino. Facciala.

Francesca co' suoi, Francesco Laurana ed altri
maestri, già compagni di lavoro nella decorazione
del tempio malatestiano di Rimini. A Fano, le
forme albertiane ci erano diffuse, e Agostino di
Duccio e Francesco. Laurana le trasportarono a
Urbino; le forme architettoniche venete che, per
tutte le rive adriatiche avevano messo radici,
trovarono contrasto con le altre di Toscana no-
bili, semplici, senza fantastiche ali, senza il tra-
foro di grossi lobi e ornati attorti e grassi.

Il « bello stile » che con il Brunellesco aveva
trovata l'espressione del genio nazionale nella
forma quadra, equilibrata, limpida, si era dun-
que diffuso nelle Romaghe e nelle Marche limi-
trofe, aveva preparato il terreno, ove nacque e si Fig. 14. — Urbino. San Bernardino,
educò Donato Bramante. Giunto a Urbino Lu-
ciano Laurana, glorioso per l'arco d'Alfonso d'Ara- locali, come propri di Bramante, il palazzo Pas-
gona a Napoli e per le opere condotte a Mantova, sionei o Torriglioni, poi Paciotti e Ligi, e la chiesa
il Bramante trovò naturalmente in lui la perfe- di San Bernardino. Nel primo monumento può
zione delle forme vedute e apprese. difsi che le forme di Luciano son copiate come da

Per quanto nell'opera di Donato Bramante, un maestro che si contenta di riprodurle all'in-
varia e mutevole, si riflettano e oscillino molte, circa e alUingrosso. Il palazzo, che aveva in origine,
tendenze, per quanto la ricca fantasia lo porti a quanto si afferma, stemmi feltreschi, è in via
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