L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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ADA RECCHT

un colorismo saviamente inteso. Ma in quale fun-
zione dovrà essere il colore nel quadro?

Con minuta analisi e con veggente occhio di
poeta e di artista egli esamina la natura , sotto il
suo aspetto cromatico: e descrive mirabilmente,
come egli solo può fare, la grande sinfonia del
giorno che è l'eterna variazione della sinfonia di
ieri: « cette succession de mélodies, où la variété
sort toujours de l'infini, cet hymnc compliqué »
che si chiama colore.

« Supponiamo un bello spazio di natura ove tutto
verdeggi, rosseggi, sia porpora e cangi in piena
libertà, ove ogni cosa, diversamente colorata se-
condo la sua costituzione molecolare, cambi di se-
condo in secondo per lo spostamento dell'ombra c
della luce, e, agitata per l'intcriore lavoro del ca-
lorico, si trovi in perpetua vibrazione che faccia
tremare le linee e completi la legge del movimento
eterno ed universale.1

Una immensità bleu qualche volta, e verde
spesso si stende fino ai confini del cielo: è il mare.
Gli alberi sono verdi, le erbe verdi, i muschi verdi:
il verde serpeggia nei tronchi; gli steli non ma-
turi sono verdi; il verde è il fondo della natura
perchè esso si sposa facilmente a tutti gli altri
toni. Ciò che mi colpisce dapprima è che dapper-
tutto — papaveri nei campi, pappagalli, ecc. :—
il rosso canti la gloria del verde; il nero, quando
ve ne è, zero solitario e insignificante, chiede il
soccorso del bleu o del rosso. 11 bleu, cioè il cielo,
è spezzato da leggeri fiòcchi bianchi o da masse
grigie che temperano felicemente la sua spenta
crudezza, e, come il vapore della stagione, inverno

0 estate, bagna, addolcisce o inghiotte i contorni,
la natura rassomiglia a un girlo che, mosso da
una velocità accelerata, ci appare grigio quantun-
que riunisca in ss tutti i colori.

La linfa monta e, miscuglio di principi, si sparge
in toni mescolati: gli alberi, le rocce, i graniti si
mirano nelle acque e vi depositano i loro riflessi:
tutti gli oggetti trasparenti strappano al passag-
gio luci e colori vicini e lontani. Mano mano che
l'astro del giorno si sposta, i toni cambiano di
valore ma, rispettando sempre le loro simpatie e

1 loro odi naturali, continuano a vivere in armonia
per delle concessioni reciproche. Le ombre si
spostano lentamente e fanno fuggire davanti a
loro o spengono i toni a misura che la luce, spo-
stata essa stessa, ne vuol far risuonare di nuovi.'
Questi si rinviano i loro riflessi e, modificando le
loro qualità, cristallizzandole di qualità traspa-

1 Curiosìtés esth., p. 89 per il colorista ola ligne n'est
pas car si tenue qu'elle soit... pour de coloristes qui veulent
imiter Ics palpitaiions étemellcs de la nature les lignes ne sont
jaiuais... que la fusion,de deux couleurs ».

renti e labili, moltiplicano all'infinito i loro ma-
trimoni melodiosi e li rendono più facili. Quando
il grande fuoco discende nelle acque, rosse fan-
fare si slanciano da tutte le parti: una sanguinosa
armonia scoppia all'orizzonte e il verde s'imporpo-
ra riccamente.

Ma ben presto vaste ombre turchine cacciano
in cadenza davanti a sè la folla dei toni aranciati
e rosa che sono come l'eco lontana ed evanescente
della luce ».

Baudelaire trova nel calore l'armonia, la melo-
dia, il contrappunto. « La couleur est composée
de masses colorées qui sont faites d'une infinité
de tons, dont l'harmonie fait l'unité ».

L'artista quindi deve conoscere, per lui, tutte
le regole infinite che governano l'accordo dei toni.
Egli crede che « si le cas était possible, les tons,
quelques nombreux qu'ils fussent, mais logique-
ment juxtaposés, se fondraient naturellement
par la loi qui les régit ».

Se tale è per il Nostro il colore, anche il di-
segno dovrà avere speciali requisiti: infatti nelle
Curiosìtés esthétiques (pag. 242), cosi afferma :
« ... un bon dessin n'est pas une ligne dure, cruelle,
despotique, immobile, enfermant une figure corn-
ine une camisole de force:... le dessin doit ètre
comme la nature, vivant et agite:... la simplification
dans le dessin est une monstruosité, comme la
tragèdie dans le monde dramatique,... la nature
nous présente une sèrie infinie de lignes courbes.
fuyantes, brisées, suivant une loi de génération
impeccable, où le parallélisme est toujours in-
décis et sinueux, où les concavités et les con-
vexités se correspondent et se poursuivent ».

Abbiamo finalmente ora compreso cosa è, cosa
chiede il suo ideale pittorico, la sua interpreta-
zione lirica del mondo: cosa infine è per lui il
romanticismo, Egli diventa così per la pittura il
poeta delle belle apparenze, della natura mutante
senza fine sotto i nostri occhi, il teorico diviniz-
zatore non delle idee soltanto (e delle più sane)
del più grande movimento pittorico moderno, ma
dei suoi mezzi d'estrinsecazione.

Egli intravede così di fatto i principi, che reg-
geranno la modernissima tecnica pitturale, l'im-
pressionismo e il divisionismo.1

1 è noto come Signac (De E. Dclacroix au neo-impressio-
nisme) abbia dimostrato irrefutabilmente come il grande
Maestro francese sia un vero e propiio impressionista (ed i
migliori suoi compagni con lui). Vi è in Delacroix certamente
una forza sintetica che mancheià poi spesso, ma anche tec-
nicamente egli ha già compiuto la rivoluzione luminista degli
impressionisti. La sua « hachure » eia « virgulc impressioni-
ste », per quanto diverse di forza, sono in medesima funzione.

Mauci.air (L'impressionisme) vede anche lui in D. il
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