L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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DUE STUDI DI LUCA GIORDANO

Tra le molte tele seicentesche di mediocre interesse, appese alle pareti della frateria
di San Clemente in Roma, spiccano luminosi e potenti, due studi ignorati di Luca
Giordano.

Sono due teste d'evangelisti o di dottori, l'una, grande due volte il vero e l'altra
un po' meno.1 La calda atmosfera di luce dorata in cui queste nobili teste dalle fronti
accigliate sono immerse, e la disinvoltura spavalda della pennellata che accenna fuga-
cemente, più che definire, la forma, rendono indubbia l'attribuzione.

In una di queste due tele (fig. i), la testa calva d'un vegliardo, sostenuta dalla mano
destra sulla tempia, è dipinta alquanto affrettatamente: la costruzione della fronte cor-
rugata neppur s'intravede dietro i grassi tocchi di pennello. Essi solcano di color vinaccia
la pelle appena sfiorata dalla luce che non si ferma, ma, battendo in pieno sul cranio
calvo, manda qua e là lampeggiamenti giallognoli. La mano, stirando la pelle flaccida
del viso lo deforma e i pomelli rosso-mattone si contraggono sotto gli occhi, dando a
tutto il volto una smorfia asimmetrica.

Bellissimo il colorito, pur offuscato da tarde verniciature, e semplice la grassa pen-
nellata che s'aggroviglia nella barba grigia, in ombra, e si spiana sicura sul cranio illu-
minato.

L'altra testa (fig. 2), di profilo, di poco più piccola, è dipinta con cura maggiore e la luce,
che non l'investe in pieno, ma la sfiora sottilmente e accentua qualche chiaro sulla fronte,
sulle labbra e sul mento, l'avvolge in una trasparenza giallo-dorata d'armonia senza
pari. La mano destra, che tiene un vecchio volume, è appena abbozzata, ma le pagine del
libro mandano barbagli di riflessi sotto il naso e sotto le orbite. Il colorito delle carni
è, in questo studio, più fine, meno vinoso che nell'altro, la luce meno affocata e risultano
sottilissimi passaggi di grigi e di gialli dalle pieghe abbozzate del mantello al collo, e ai
leggeri capelli.

Per la caratteristica luce giallognola che si rinforza appena in certi toni di rosso-
mattone e si smorza nei gialli argentei, e più ancora per la semplicità decorativa della
fattura, questi due superbi studi mi sembrano piuttosto vicini al grande quadro della
Galleria Nazionale « Gesù fra i dottori ». Nella testa calva del secondo dottore a sinistra
della colonna, non è difficile infatti riscontrare qualche somiglianza con il primo studio
di Luca (fig. 1). Anche qui, il cranio, del tutto calvo, è battuto di traverso dalla luce e
la mano sostiene sotto la tempia destra la faccia accigliata; ma più che altro, la lumi-
nosità dorata e il ripetersi dei toni grigi nella pittura possono con qualche probabilità
collocare i due studi, del resto più potenti e grandiosi di qualche testa manierata e
fiacca del quadro, pressappoco in questo periodo dell'attività di Luca Giordano.

Valerio Mariani.

1 Le due tele misurano in. 0,60 X (,»",o circa.
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