L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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AMICI DE L'ARTE E MIEI,

il periodico che ho allevato per onor degli studi, saziato col mio pane, accompa-
gnato di galleria in galleria, davanti ai monumenti dell'arte patria, traverso il mondo,
ha raggiunto i suoi venticinque anni; e voi che ne avete seguito il corso, le buone inten-
zioni, l'assiduo lavoro, avete voluto festeggiar me che son riuscito a portarne il peso
sulle spalle, frattanto invecchiale, animarmi a portarlo ancora, a lungo, sempre, E tanto
mi avete animato da movermi a comporre interamente, da solo, questo fascicolo de L'Arte
che vi presento e vi dedico. Aggraditelo, perchè m'è parso di fare come chi, ad onorar
ospiti cari, trovi, nei suoi ripostigli, il vino più antico.

Nel fondare il periodico, ebbi a mira di formare come un grande archivio di
studi storico-artistici, attenti ad ogni nuova ricerca, agguerriti alla discussione che, per
la via delle rassegne, si fa più generale e più pronta sopra ogni problema. Mancavano
ai nostri studi i mezzi a transitare da riva a riva, a stringere rapporti tra quanti han
comunanza di lavoro, per afforzarlo mediante la solidarietà umana. L'Arte volle gettati
i ponti, o le ancore per veleggiare ovunque viaggiò lArte italiana, sparsa nell'orbe a
dar festa di colori e di luce, a volgere le anime verso la nostra terra fiorita che la
sventura rese sacra, e f eroismo dei figli liberatori più sacra.

L'Arte ebbe ed ha il contributo della mia scuola, alla quale fu ed è palestra; e
mi è caro di ricordarvi tutti, discepoli, amici che mi porgeste aiuto, ora che del vostro
nome si fregiano opere degne. E voi che voleste accomunare gentilmente il venticinquesimo
anno del mio insegnamento universitario con lo stesso periodo de L'Arte, permettete
che io ricordi come, nello scorrere bibliografie di Storia artistica, dal i8go in poi, i
nomi di giovani italiani s'incontrino di anno in anno più frequenti, tanto che il ruscelletto
bibliografico nostro diviene a poco a poco torrente. E i nomi furono quasi tutti nella
mia scuola e ne L'Arte iniziatrice; qui suonarono prima che altrove; e di ciò mi ral-
legro e mi vanto. Non vorrete permettermi d'essere orgoglioso per avervi raccolto
intorno ai monumenti di bellezza e di gloria italiana ? In questi giorni in cui festeg-
giate il periodico e il suo direttore, la scuola e l'insegnante, egli, vecchio, guardando
al tempo passato, sorride ai vostri sforzi e se ne gloria. Così la festa de L'Arte e mia
diviene per me la vostra festa, miei cari amici, miei compagni di lavoro, miei fratelli
nel nome dell' Arte.

Adolfo Venturi

L'Arte. xxvi, 24.
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