L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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ADOLFO VENTURI

molli ombre e chiarori, alla figura morbida, il cui volto largo e sereno, penetrato dalla
più diafana luce del quadro, si aureola, con delizioso accostamento cromatico, dell'ampia
indolente falda bruna di un berretto di velluto: nessuno squillo in quella gamma
di luce così pacata e lenta come la mite figura e le sue molli vesti. Nè conosciamo
altro ritratto, nell'arte italiana, se non forse il Baldassar Castiglione di Raffaello, che si
accosti a questo nella sovrana spontaneità della presentazione, nella profonda euritmia
compositiva, nella spirituale calma.

E un altro Romanino, il Battista e Gesù, dipinto assegnato a Francesco Vecellio
(n. 305), inserito in un cassone cinquecentesco della raccolta Harrach di Vienna' È il
noto motivo lombardo dell'abbraccio tra i due fanciulli, ma la smagliante fantasia del
Bresciano v'irrompe e lo trasforma col suo fervore: il sole di Tiziano accende le teste
vermiglie nell'ombra, i molli corpi rosati. I due bimbi non si vedono seduti accosto,
tranquilli, giudiziosi e teneri, come nelle pitture leonardesche; Gesù, trascinato ancora
dall'impeto della corsa, che lo avventa verso il compagno, si curva sopra il Battista:
i sovrapposti archi delle braccia, masse delicate e lievi, cerchian di molle catena, in
contrasto con l'improvvisa foga dello slancio, le fulve teste dei fanciulli, che nel-
l'ombra, con inesprimibile tenerezza, si scambiano il bacio. Due corpi morbidi e tondi,
senza peso, così deliziosamente girevoli nel dolce velo grigio dell'atmosfera, sotto la di-
battuta vela del manto, tra ombra e sole, come guscio di paranza trascinata in lento
mulinello di acque, compongono l'incantevole capriccio della pittura, in cui genial-
mente si fondono le qualità dell'appassionato Tiziano e di Lotto bizzarro; nè armonie
cromatiche più ineffabili potrebbero sognarsi nel Cinquecento che gli accordi tra il rosa
conchiglia delle carni e il bigio della vela e del fondo, nella cui ombra, appena mossa
da lontani barbagli di sole, s'infocano, trasparenti petali di papavero, le fulve teste; e
brilla di lunare splendore la vivida perla dell'occhio di Giovannino fissa in Gesù, in-
grandita d'amore.

Adolfo Ven i uri.
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