L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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LUIGI BIAGI

lieo prima del 1516, e di questo primo proprietario conserva il nome scolpito nel fregio
di varie porte. Affittato nel 1537 al Cardinale Rodolfo Pio da Carpi, fu comprato nel 1551
da Giulio III, e da lui regalato il 27 Novembre 1553 al suo fratello germano Balduino.
Poco dopo averlo acquistato, il papa stabiliva di restaurarlo per ingrandirlo e renderlo
degno della sua famiglia, e l'Ammannati si accingeva all'opera nel 1552.

Completare il cortile, aggiungendovi un terzo portico a sinistra dell'ingresso, co-
struire in fondo ad esso al posto di un vecchio muro, un corpo di fabbrica in sghembo
che lo separasse dal giardino e fosse adorno di una facciata sul davanti e sul dietro, fu
il disegno del nostro architetto. Purtroppo oggi l'opera di lui è in parte alterata, perchè
il lato sinistro del portico è incorporato nel muro della biblioteca, e ne sporge un bal-
latoio sorretto da pilastri di ghisa. 1

Nel rimaneggiamento del cortile, l'Ammannati adoprò alcuni capitelli e fusti di
colonne antichi e si attenne alle proporzioni basse e modeste della costruzione primitiva.
La facciata verso l'ingresso del palazzo (fig. 4) ha le parti laterali spoglie di ornamenti

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Fig. 6. — Roma, Soffitto del Palazzo di Firenze
(particolare).

perchè raccordasse in modo omogeneo con le parti di fianco della corte; l'ornamentazione
è tutta raccolta, nel centro e ne formano l'ossatura alte paraste ioniche e corinzie su due
ordini sovrapposti. Al portone terreno decorato di mensole a testa di ariete, e sormontato
da quello stemma che ora giace abbandonato nel giardino, è sovrapposta l'apertura a
loggetta, consueta all'Ammarinati.

Ai lati sono nicchie e finestre incorniciate dai riquadri di travertino. I motivi miche-
langioleschi, quali, nelle finestre del mezzanino al di sopra delle nicchie, le incorniciature
multiple interrotte in alto e decorate da festoni ornamentali, si introducono nella parti-
zione generale compassata e fredda, disegnata secondo le teorie del Vignola. Altri motivi
oltre quello della loggia, si conserveranno nelle opere dell'Ammannati; ad esempio nelle
finestre del primo piano la sovrapposizione di una apertura minore fiancheggiata da
volute, come nelle porte del cortile di Pitti; i balaustrini laterali nel bizzarro sopraornato
della cornice delle finestre di fianco. Ma egli saprà in seguito liberarsi da cotesta sovrap-

1 II disegno 1763 degli Uffizi (Ignoto del sec. xvi)
ci conserva l'aspetto del cortile prima del rimaneg-
giamento. Manca quindi il corpo di fabbrica che
divide il cortile dal giardino, al posto di esso vi è
un muro. Il cortile ha due lati soltanto e cioè quello
a d. entrando e quello in faccia. A sin. si scorge un
muro che va a congiungersi in sbieco col muro di

fondo. Il disegno porta scritto d'altra mano poste-
riore: " Palazzo Vecchio di Carpi, già di Giulio III
in Campo Marzio» e in uno spazio al di là del
giardino « Si o del palazzo che era de' Monti in
Campo Marzio » riferendosi forse all'altro palazzo
in via del dementino che allora fu appena comin-
ciato.
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