L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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UNA MADONNA DEL BACCHIACCA

Nella collezione della contessa Sciuvalova a Pietroburgo, si conserva un piccolo qua-
dretto, una Madonna del Bacchiacca, che qui pubblico per la prima volta. Nonostante la
sua autenticità incontestabile, questa Madonna è rimasta completamente sconosciuta
agli storici dell'arte italiana.

Sul quadretto (fig. i) 1 è rappresentata la Madre col Bambino, seduta su un trono
di legno semplicissimo, dietro al quale si vede un parapetto liscio. In lontananza si stende
un paesaggio, coperto di colline, ravvivato qua e là da alberetti solitari e sottili. Nella
mano sinistra Maria tiene un fazzoletto, con la destra appoggia il piedino del Bambino
Gesù. Questi, nel suo piccolo pugno, chiuso strettamente, mostra un uccellino. Maria è
vestita d'un abito rosso rubino, sopra il quale e gettato un mantello verde-azzurro,
foderato di verde-scuro. La sua testa è ornata da un turbante color di rosa, chiuso da
un fermaglio sul davanti. Questi colori, uniti al tono grigio del trono e del parapetto
e ai teneri azzurri della lontananza formano nell'insieme una gamma un po' troppo
svariata, che non manca però di una attrattiva particolare, la quale si accorda molto
bene col carattere generale del quadro intimo e discreto. La linea chiusa del contorno
concorre anche non poco a questa impressione generale, spiccando con semplicità e pace
sul fondo azzurro del paesaggio.

Basta gettare uno sguardo rapido sul quadro della contessa Sciuvalova per ricono-
scervi subito il lavoro incontestabile e molto caratteristico del Bacchiacca. Tutti i parti-
colari, come anche la composizione del quadro, indicano questo maestro, non lasciano
alcun dubbio sul nome dell'autore. Le figurine sono trattate nella piccola scala, che,
secondo il Vasari, il pittore adoperava con così grande perfezione. Il paesaggio, coperto
di colline, colla rocca conica, è specialmente tipico per il Bacchiacca, e si riscontra in
quasi tutti i suoi lavori autentici. Gli alberetti sottili, dai rami rari, sono anche molto
caratteristici del pittore (si veda soprattutto la Madonna in Asolo Veneto 2 e VArcangelo
Raffaele e Tobiolo agli Uffizi). Il trono, semplice, liscio, ha le più vicine analogie con
Visione di San Bernardo già nella Quadreria Sterbini a Roma 3 e con il Desco da Parto
nella collezione di Sr. Frederick A. White a Londra. 4 Infine una certa grossolana
rozzezza nella disposizione delle pieghe parla in favore del Bacchiacca come autore,
offrendoci uno dei tratti più proprii del suo stile; presso a poco lo stesso modo con cui
sono trattati i vestiti, si può trovare nei lavori seguenti del maestro: Adamo ed Eva (col-
lezione Frizzoni a Milano); Madonna (Asolo Veneto); YArcangelo e Tobiolo e Battesimo
di Sant'Acasio, negli Uffizi. Tutte queste analogie confermano la nostra attribuzione.
Se però sorgessero dubbi, c'è ancora un fatto, che concorre ad affermare definitiva-
mente il nostro giudizio.

Come a suo tempo ebbe già provato il Morelli,5 il Bacchiacca si trovava sotto la
doppia influenza del Perugino e di Andrea del Sarto. La più forte impressione aveva su

1 Legno, a. 0,30, 1. 0,25.

2 Poggi, Di una Madonna del Bacchiacca attri-
buita a Raffaello, in Monatsch. f. Kunstw., 1908,
pag. 275.

3 A. Venturi, La quadreria Sterbini in Roma,

in L'Arte, 1905, pag. 434-36.

■t T. Borenius, Unpublished cassone panels,
II, in Buri. Magaz., XL, 1922, pag. 131.

5 Morelli, Le Gallerie Borghese e Doria Pam-
phili in Roma, pag. 97.
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