L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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VITTORE LAZAREFF

tore. Al primo periodo il Morelli attribuisce il Noli me tangere e la Risurrezione di Lazzaro,
nel Museo di Oxford (Christ Church College), la Madonna in Asolo Veneto, la Vierge
au sein, già posseduta dal prof. Nicole di Losanna, e Adamo ed Eva, nella collezione
Frizzoni a Milano. A questo gruppo noi vorremmo aggiungere anche i lavori seguenti,
compiuti probabilmente prima del 1520: l'Arcangelo Raffaele e Tobiolo, negli Uffizi; la
Resurrezione, nel Museo di Digione; San Francesco e la Visione di San Bernardo, già,
nella Quadreria Sterbini a Roma, e la Madonna, nella collezione della contessa Sciu-
valova a Pietroburgo.

Tutti questi lavori mostrano una impronta comune: il tocco si distingue per una
freschezza mirabile, la composizione dimostra il più sovente motivi perugineschi. Quanto
alla condotta ed al colorito, questi ultimi accennano l'influenza del Franciabigio e di
Andrea del Sarto. Al secondo periodo della sua attività creatrice (20-30 anni), il Bacchiacca
dimostra una più grande indipendenza, ma anche una maggiore trivialità. Quella vez-
zosa ingenuità, che si palesava nei primi lavori del pittore, sparisce senza traccio, cedendo
il posto ad un trattamento molle ed inespressivo. A questo periodo, oltre ai lavori
citati dal Morelli,1 si deve anche menzionare il suddetto Desco da Parto, nella colle-
zione di Sr. Frederich A. White a Londra, come anche la Madonna nella collezione del
conte Serristori a Firenze. Il primo di tali quadri apre questo periodo, mentre il secondo
lo chiude. Infine, i lavori posteriori del maestro, a nostro parere, sono la Decapitazionec
di San Giovani Battista a Berlino, la Madonna nella collezione del conte Niccolini a
Firenze ed un quadro su un soggetto analogo già nella raccolta Doetsch. In questi
ultimi lavori il Bacchiacca ci appare in una luce poco attraente:il suo fare assume il
carattere spiccatamente leccato, l'influenza artificiale delle incisioni nordiche diviene più
marcata, i tratti del manierismo divengono pure più numerosi. Guardando questi lavori
posteriori del pittore ci viene involontariamente il rimpianto di quella freschezza ingenua,
che si palesava con tanta forza nel quadretto della collezione della contessa Sciuvalova,
in questo piccolo capolavoro del maestro, che può essere considerato come una delle sue
migliori creazioni.

Mosca, febbraio 1923.

Vittore Lazareff.

1 Ritratto di giovinetto al Louvre (a nostro
parere, non può essere della mano del Bacchiacca,
è troppo bello per lui. Il Berenson l'attribuisce al
Sogliani); Vita di St. Acasio, agli Uffizi; 11 quadro
della galleria di Dresda; Battesimo di Cristo, nel
Museo di Berlino; La morte di Abele, nella col-
lezione Morelli a Bergamo; la serie delle sette

tavole della National Gallery di Londra e della
Galleria Borghese, con rappresentazioni della
Vita di Giuseppe; Mosè fa scaturire l'acqua, nel
Palazzo Giovanelli a Venezia. Il Berenson (I)ra-
wings of Fiorentine Painetrs, voi. I, pag. 301) data
i quadri a Roma ed a Londra, al 1523 circa.
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