L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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VITTORIO MOSCHINI

la morte del Luti (17 giugno 1724) continuarono
così, ad operare in Roma ed altrove i suoi scolari,
ed il loro manierismo confluì nel grigio mare del
manierismo romano del primo Settecento, conti-
nuando quello dei maratteschi e subendo i più sva-
riati influssi nell'eclettico ambiente.

Che il suo insegnamento fosse molto accreditato
si spiega poi anche col fatto che avendo cessato di
dipingere il Maratta (cfr. Bellori, op. cit.) nel 1706,
ed essendo egli morto pochi anni dopo (1713), il
Luti fu nell'ultimo periodo della sua vita il pittore
di maggior grido che vi fosse in Roma non potendo
in questo con lui competere il veneto Francesco
Trevisani, artista notevole guastato dall'aria di
Roma, e neppure Sebastiano Conca, venuto a Ro-
ma nel 1706 ma che in quel primo tempo del suo
soggiorno romano doveva farsi ancor largo nel
nuovo ambiente. Anche il Poerson (cfr. Montai-
glon, op. cit.). scrivendo nel 1721 diceva il Luti
« le meilleiir peintre de Rome ».

I principali veri scolari del Luti furono Placido
Costanzi, Pietro Bianchi, Francesco Michelangeli
detto l'Aquilano.Moltissimi altri però sono ricordati
dalle fonti: Domenico Piastrini, Giovan Battista e
Carlo Andrea Van Loo, Gaetano Sardi, Agostino

Ratti, l'Arnolfi, Domenico Bianchi, Antonio Gre-
colini, Filippo Evangelisti, Guglielmo Mosquida,
Giacomo Triga, Bartolommeo Nazzari. Certo non
tutti furono veri scolari del nostro; ma non c'indu-
giamo in una erudita distinzione degli ingredienti
delle loro pittoriche miscele. Anche il Pannini
andò alla scuola del nostro, allorché venne a Roma,
ad impararci a colorir figurine che animassero le
sue scenografiche architetture; fatto che non basta
certo per dire il Pannini scolaro del Luti. Per lo
stesso scopo vi andò Domenico Brandi, napoletano,
piti ore di bambocciate, e questo fatto dei pittori di
genere e paesisti alla scuola del Luti potrebbe forse
spiegare come mai sia stata a lui attribuita una
Veduta del Colosseo che si conserva a Wòrlitz nella
Gothisches Haus (vivacissimo quel gruppo di figu-
rette a sinistra), nonché una Bambocciata che era
a Soeder. Si potrebbe forse trattare di opere ese-
guite nella bottega del nostro? Andò pure a studiare
il disegno col Luti Gaetano Torricelli intaglia-
tore di pietre dure. Fd ho finito.

Per la bibliografia sul Luti rimando al mio pros-
simo articolo su tale pittore nel KUnstler-Lexikou
del Thieme.

CATALOGO DELLE OPERE

I.

OPERE CERTE E TCTTORA ESISTENTI

1. Bourg: Museo Civico - Maddalena che contem-

pla il teschio.

Proviene dal Louvre ed ò lo stesso quadro ricordato
nel catalogo del Louvre del Villot, sotto il n. 244.

2. Burghauskn: Gemàldegalerie - S. Anna in-

segna a leggere alla Vergine.
Firmato: "Sacri Romani Impcrii — Eques Benedic-
tus Luti — Romae pingebat — 1715 ». — Proviene
dalla galleria di Augsburg, ove fu, a suo tempo, in-
viato da quella dell'Elettore di Dusseldorf.1

3. Cassel: Gemàldegalerie - Madonna leggente.

Ora nei depositi. — Ricordato nel Deutscher Bit-
devsaal del Parthey, e descritto nel catalogo della
galleria composto dall'Eisenrnann.

4. Compiègne: Palais National - Maddalena che

contempla il crocifisso.
Proviene dalla collezione di Luigi XVI ed era già al
Louvre (cfr. n. 24 .1 del ( atalo o del Villot).2

1 Devo alla cortesia del dott. Hanfstaengl questa notizia
e quella analoga relativa al quadro n. 30.

2 Ringrazio Mr. Sarradin, conservatore del Palais Natio-
nal di Compiègne, d'avermi confermato questa notizia.

5. Dresda: Gemàldegalerie - Cristo benedicente.

6. Firenze: Galleria dell'Accademia - Mosi sal-

vato dalle acque.
Già agli Uffizi.

7. Hampton Court: Rovai Gallery - Ritratto di

Giacomo Stuart.
Dietro la tela era la scritta: « James son of James II,
by the Cavaliere Benedetto Luti troni the Cardinal
of York's colleetion at Frascati ». — Certo eseguito
a Roma dopo il 1718, anno in cui il pretendente
venne qui a stabilirsi. Ritratto illustrato e ripro-
dotto dal Law,1

8. Lipsia: Colle/ione Platky - Sacra Famiglia.

Pubblicato da Hermann Voss in Zcitschr. f. b. Kttnst
1910, p. 31.

9. Malta: S. Caterina d'Italia - /,'Addolorata.

l'innato: « Eques — Benedictus Luti — Romae pin-
gebat — 1721 ».

10. Pisa: Duomo - Vestizione di S. Ranieri.

Firmato: « Roma 1712 — Benedetto Luti in. e fece ».
(Cfr. R. Papini, dialogo delle cose d'arte e di an-
tichità d'Italia, tate. II, ». I., Pi**)- Mandato, prima

1 The Rovai Gallerv of Hampton ( nitri illustrateti, ecc.,
London, Bell, and Sons, 1898.
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