L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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CARLO GRIGIONI

gisler mariottus olim tonìj capelle sancii Laurencij
de Faventia prò sua et altera parte unanimiter et
Concorditer venerunt simul ad hanc Convencionem
transacionem concordiam et pactum videlìcet. Quod
dictus Magister mariottus et sui heredes teneatur
(sic) et obligatus sit per pactum expressum facere
seu fterj facere unum porticum sive pulpitum per
traversum Ecclesie sancii Johannis evangeliste alti-
tudinis Longitudinis et largitudinis prout Jacet
porticum sive pulpitum Laurencij de vìglarano
et Juxta porticum sive pulpitum dictj Laurencij
et in dieta Ecclesia suis sumptibus et expensis vi-
delicet collonarum lapidum vivarum lapidum cot-
tarum et calce ac cum clavis fereis et alijs armaturis
et cum omnibus et singulis ad ipsttm porticum spec-
tantibus et pertinentibus prò libris sesaginta bono-
niensibus usque ad terminum XV dierwm mensis
Julij proxime venturj... ».T

La chiesa di S. Giovanni Evangelista, distrutta
da un incendio nel 1907 (doveva essere stata gran-
demente rimaneggiata dal Quattrocento in poi),
si trovava accanto alla chiesa di S. M aglorio presso
via Campidori. L'opera di maestro Mariotto, che
il notaio chiama con una strana indifferenza por-
tico o pulpito, è probabile che fosse un coro pensile.

Tre anni dopo, il 25 agosto 1469, il nostro è
chiamato quale perito, insieme ad Andrea Dal-
l'Olio falegname, per stimare due case: « Constili/li
personaliter Coram Egregio legum doctore domino
Francisco de tonsijs de verona (?) honorabili vicario
domini potestatis Faventie videlicet Magister An-
dreas ab oleo magister lignaminis et magister Ma-
riottus magister lapidum Ellecti per Augustinum et
laurentium fratres et filios quondam magistrj Bar-
tolj a pignatis ut constat ex dieta ellectione manti
mei notarii infrascripti ad extimandum eorum do-
mus Suo Jtiramento Retullerunt ex pericia artis sue
quod domus laurentij valet plus domo A ugustinj
in libris centum bononiensibus ».2

È testimonio il 10 dicembre 1472, col titolo di
scultore: « presente Magistro Mariotto quondam
Antonij intagliatore (sic) lapidum »; 3 l'u gennaio
'73 con la qualifica di scalpellino « Magister Ma-
riottus quondam toni) scarpelator lapidum capelle
sancii Laurentij » fa, insieme con altri, una dichia-
razione di debito; 1 il 24 aprile '76 è detto mura-

1 Archivio Nut. ili Faenza, Atti di Girolamo Cattoli,
voi. XXI, 1465-66, fol. 211 r. e v.

2 Ivi, Atti di Guido Maria Beccaluva, voi. V, 1468-69,
fol. 129 bis v. Nello stesso voi., fol. 105 v., 23 dicembre
1468, si ricordano i confini di una casa « iurta magistrum
Mariottum muratorem ». Questa citazione ha interesse solo
perchè, contrariamente ai documenti precedenti o immedia-
tamente seguenti, Mariotto vi ha la qualifica di muratore.

3 Ivi, Atti di Alberto Picinini, voi. Vili, 1472, fol. 206 v.

4 Ivi, Atti del medes., voi. IX, 1473, fol. 8 r.

tore, « Magister Mariottus quondam Antonij mura-
tor », in un atto col quale viene liberato dalla tu-
tela del figlio di certo Paolo mulattiere.1 È ancora
testimonio il 29 maggio 1476: « presente Magistro
Mariotto quondam Tonij Jngignerio capelle sancti
Laurentij ».2 Si può notare la data curiosa: il terzo
centenario della battaglia di Legnano; ma è quasi
certo che non vi pensarono quel giorno nè il no-
taio nè molto meno il nostro ingegnere: il titolo
non aveva allora il significato sociale che ha oggi,
ma all'incirca quello di tecnico dell'arte muraria.

Ed è chiamato muratore e ingegnere ad un
tempo in un altro rogito, del 16 dicembre 1476:
« Filippus quondam Christoforj resta de Sancto Ro-
fillo vallis hamonis... fecit constituit et ordinavit ac
depulavit Magistrum Mariottum quondam (lacuna)
muratorem et Jngignerium capelle sancii laurentij
de Faventia presentem... suum verum et legitimum
procuratorem » in una causa.2

Nel 1477 abbiamo una serie di testimonianze:
7 gennaio/ 24 aprile,5 6 e 11 maggio.6 Fermiamoci
ad una testimonianza che ha qualche interesse per-
chè prestata al noto contratto del 7 giugno 1477
tra il vescovo Federico, a nome del fratello Cario,
e lo scultore mantovano Sperandio. Il documento
fu pubblicato da Carlo Malagola" ed è citato anche
dal I )e Kabriczy. In che qualità si trovava presente
Mariotto? Di camerata o di aiuto dello Sperandio?
Non credo: l'atto viene rogato « in domibus Reve-
rendj dominj Federici » e tra i testimoni sono anche
due frati. Mi par chiaro: Mariotto assiste solo nella
sua veste di capomastro del Duomo e di amico del
vescovo, che è il mecenate dell'opera. È strano
però che il notaio Alberto Picinini, che infinite
volte aveva scritto il patronimico del nostro, ora
si sbaglia e, invece di Antonio, scrive Giovanni.
Il De Fabriczy, non conoscendo altro documento,
ha ragione di parlare di un maestro Mariotto di
Giovanni, ma poi cade in un equivoco, in verità
non facilmente da lui evitabile. Le generalità del

1 Ivi, Atti di Guido Maria Beccaluva, voi. Vili, 1474-77,
fol. 144 r.

2 Ivi, Atti di Alberto Picinini, voi. XII, 1475-76, fol. 215 r.

3 Ivi, Atti del medes., voi. XIV, 1476-78, fol. 85 r.

* Ivi, Atti del medes., istesso voi., fol. 95 v., «presente
Magistro Mariotto quondam Antoni) muratore capelle sancti
Laurentij ».

5 Ivi, Atti del medes., istesso voi., fol. 157 v., «presente
Magistro Mariotto quondam Tonij muratore capelle sancti
Laurentij ».

6 Ivi, Atti del medes., istesso voi., fol. 165 r, «presente
Magistro Marinilo quondam tonij capette sancti Laurentij»
e 171 r., «presente Magistro Mariotto tonij muratore ».

7 IH Sperandio e delle cartiere, dei carrozzieri, armatoli,
librai, fabbricatori e pittori di vetri in Faenza sotto Carlo e
Galeotto Manfredi, Modena, 1883.
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