L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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ODO ARDO H. GIGLIOU

Giovanni da San Giovanni possedeva al più alto grado nei suoi affreschi anche di
piccole dimensioni come potevano testimoniare alla Mostra stessa le storie mitologiche
della Galleria degli Uffizi ed una ridda di putti in possesso del conte Piero Capponi. È
il Volterrano d'un periodo giovanile, ancora lontano dal travolgente influsso di Pietro
da Cortona. L'opera secondaria rispetto a quella della Galleria Pitti presa come base di
confronto, non manca di una certa vivacità ed espressione e direi anche di intimità fami-
gliare che la rende simpatica.

Gesù Fanciullo che, nella sua foga e nel desiderio di tutto raccontare ai genitori
aspettanti, esce quasi correndo dal Tempio, raggiante del suo trionfo per gettarsi nelle
braccia della Madre che lo guarda teneramente e sta per baciarlo, è veramente com-
movente. L'artista è riuscito a toccare così le corde sensibili dell'Amore figliale e materno,
spogliando la rapida scena da ogni convenzionalità per portarla alla sua logica natura-
lezza. La Madonna ha biondi i capelli ed indossa una veste che presenta un tono sordo,
pesante di terra rossa. San Giuseppe, in veste viola e manto giallo, con involto sotto il
braccio, sembra che non partecipi con la stessa effusione all'arrivo di Gesù, perchè di-
stratto dall'apparizione di uno dei Dottori che, sulla porta del Tempio, esprime la sua
maraviglia e ammirazione pel divino Commentatore; ma se si osserva bene si vedrà che
egli stringe la mano di Gesù per dimostrare la sua soddisfazione. Questa figura però,
messa proprio sul primo piano come personaggio principale e per di più voltata di tergo,
non costituisce una trovata felice e sembra quasi soffocare l'episodio dominante che
poteva avere maggiore significazione in uno spazio più libero. L'artista ha forse dipinto
soltanto a tempera il cielo per dare a questo la sua leggerezza atmosferica, mentre ha
condotto con colori a olio le figure per imprimere loro una maggiore consistenza. Lo stato
di conservazione è buono e soltanto nel manto azzurro della Madonna sono visibili
alcuni ritocchi. Io credo che il quadretto di Londra e L'Amore Venale di Pitti, a cui
aggiungerei L'Amore dormente nella medesima galleria, siano contemporanei ad al-
cuni degli affreschi della Villa della Petraia, che il Volterrano fece per conto del prin-
cipe don Lorenzo De' Medici nel 1636 o poco dopo quando aveva appena 25 anni, come
scrisse il Baldinucci. In una di queste pitture, ove si vede Cosimo II De Medici in abito
di grande maestro dell'ordine dei Cavalieri di S. Stefano, che presso la porta della chiesa
omonima in Pisa riceve Silvio Piccolomini, l'ammiraglio Jacopo Inghirami ed il marchese
Fabrizio Coloreto, reduci dalla Vittoria contro i Barbareschi, noi troviamo tipi di donne
e di adolescenti imparentati stilisticamente con le figure di Venere neh"Amore Venale
di Pitti e della Madonna nel quadretto del signor H. Harris. Del resto l'esame di questi
due lavori, varrà più che le parole a dare peso alla nuova attribuzione da me proposta.

Odoardo H. Gigi.km 1.
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