L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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ADOLFO VENTURI

alle colline, di colori smorti sotto il freddo cielo spazzato dal vento: aggiungono una
nota festosa le ali dei serafini, che s'inalberano sopra la vela fluttuante dell'immagine di
Cristo come esili rami d'abete. E la iniziale, una Q, è tra le più rare del codice: composta
in modo affine a quella della pagina col San Girolamo, e cioè di ghirlanda annodata ai
due capi, sospinge, da un fantastico strascico di foglie e fiori, l'acuminato profilo di una
cicogna, verso una piccola farfalla a volo.

Un drago fantastico, con criniera e coda di foglie fiammanti (fig. 7), ali e anella
punteggiate d'occhi, quasi di piccole gemme, disegna, mordendo, con affilati denti di
squalo, il lembo d'un grosso tralcio di foglie e frutti, la N iniziale di una pagina illu-
strativa della Guarigione del Cieco.

Come angue fiorito si torce la turgida S (fig. 8) a capo di un foglio senza figura-
zioni storiche, compressa nel breve spazio, avvinta da lacci, sprigionando dalle gonfie
volute pennacchi e criniere di foglie arrovellate. Una vita ampollosa anima i contorni
faticati e costretti dell'ampia iniziale, come i fiori che s'affacciano ai vani cuoriformi:
due quadrilobi, uno teso, l'altro accartocciato, con petali simili a vele in balia del vento,
e sfumature, nei loro concavi gusci, dal violetto e dal turchino al bianco.

Con questa superba iniziale, chiudiamo la presentazione del raro codice, dove il
gotico fiorito muove gl'irti contorni delle cornici pompose, ma lo spessore e l'ampiezza
dei fregi, lo studio dell'inquadratura geometrica, dimostrano l'influsso del Rinascimento
sull'arte del timido, minuto, aggraziato pittore.
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