L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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DISEGNO DI COSMÈ TURA

Notevole valor d'arte ha lo studio a penna, nella collezione Bonnat, a Bayonne, di
un Santo vescovo in cattedra, con un libro nella sinistra e la destra atteggiata a gesto
di benedizione (fig. i). Il segno spinoso, veloce, intrecciato in grovigli di fri di ferro, le
pieghe contorte come radici sull'ansimante corpo obeso, il naso aguzzo con dilatate

Fig. i. — Cosmè Tura: Disegno. Raccolta Bonnat di Bayonne.

nari, l'orlo sbalzato e la convessità marcata delle palpebre, gli spigoli della forte
ossatura e le artigliate mani, subito suggeriscono, non il nome del piccolo Marco Zoppo,
cui fu attribuito, ma sì quello del grande caposcuola ferrarese: Cosmè Tura.

Le ombre segnate da grovigli di tratti, o anche da macchie d'acquarello, guizzano
e sfuggono, come i contorni, che si curvano, si torcono o corrono ondati: l'aspra,
metallica struttura delle forme di Cosmè trae, dal segno sparso, complesso e violento,
la stessa evidenza che, nelle pitture, dai contorni acuti, dagli squillanti colori. La
forma del seggio, riempito dal largo corpo e dagli sconvolti paludamenti del vescovo,
è quale vediamo nel quadro dell'Accademia Carrara; e il pittore lo ha con ugual cura
parato di un drappo che s'affonda a conca tra le aguzze spalle del trono, per ricadere
da esse in arrovellati cartocci. A che era destinato il disegno? L'indicazione di un
arco di cerchio sopra la figura, e del piano di un parapetto o di uno scrittoio davanti
ad esso, suggerisce l'ipotesi molto verosimile che fosse uno studio per i dipinti oculi con
i Dottori della Chiesa sulla volta della cappella Ovetari.
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