L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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LIONELLO VENTURI

quel medesimo fermento di luce che si sprigiona dal fondo, son comprese in quel fondo,
si vedono non isolate per sè, ma addirittura rome se facessero una cosa sola col fondo.
Le figure del Ghiberti invece, quando sono in primo piano, vogliono apparire a tutto
tondo, mettono in valore la loro consistenza plastica, dispiegano più che possono i loro
piani continui. Si vedono quelle ligure staccate, isolate; si cerca il loro fondo, e con pena non
si trova che il vuoto; ci s'interessa al vuoto, ma non ci si abbandona perchè impediti ap-
punto dalla presenza di quelle immagini plastiche. Si passa di continuo dalle immagini
allo sfondo, senza che le immagini sieno comprese nello sfondo, senza che lo sfondo sia il
complemento negativo della plasticità delle immagini. Due visioni diverse, che si sovrap-
pongono senza integrarsi.

Donatello cioè ha sentito come il continuo fremere della luce sulle scaglie di bronzo

Fig, 3. — Andrea Pisano : Bai/esimo di Cristo,
Firenze, Battistero. (Fot. Brogi).

poteva sfruttare architetture in prospettiva e immagini a stiacciato in una omogenea lon-
tananza, ha sentito come la interruzione continua dei piani, col sorgere repentino dell'inat-
teso, bene rispondesse all'irrequietezza del suo spirito, all'agitazione vulcanica della sua
fantasia. Per Donatello il bassorilievo pittorico non è stato un mezzo per dimostrare l'abi-
lità riproduttrice della natura nei suoi varii aspetti di lontano e di vicino, ma è stata una
necessità di stile, una necessità di espressione: è stata quindi opera d'arte. Il Ghiberti
invece ha ragionato le ligure < propinque apparire maggiori e'ile remote minori», ha veduto
successivamente le prime e le seconde, ha veduto in astratto la lontananza e la vicinanza,
ha spiegato un'abilità superiore nel mostrare l'uno e l'altro aspetto della realtà. Le sue
figure sono deliziosamente eleganti, le sue architetture sono di un gusto impeccabile. Il
sentimento che suscita è quello della curiosità: quattro eleganti donzelle, poi un vecchietto
netto pulito bonario, poi un bel paggio all'ultima moda, poi due cani, poi colonne bene
affusolate ed architravi ben misurati, e un pellegrino, e un albero, e un'apparizione divina.
Tutto è interessante, ovunque c'è dell'eleganza. Lo spirito del Ghiberti non si perde mai,
sempre attento, sempre sicuro di sè Risponde da sovrano al compito artificiale prefissogli.
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