L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 26.1923

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LIONELLO VENTURI

vigliare, d'incuriosire, di sorprendere con la varietà infinita degli elementi offerti, con la
novità della riproduzione di paesaggi, di architetture, e di quantità enorme di figure
(persino cento, com'egli stesso si compiace di rilevare), infine con l'abilità di riunire pia-
cevolmente parecchie scene piccole in una scena grande. Ma tutto questo non è procedi-
mento artistico. Nello sforzo di giungere gradualmente alla varietà, alla novità, all'ab-
bondanza, alla grandezza, non ebbe tempo di badare al sentimento, nè di creare con spon-

Fig. 13. — Ghiberti : Statuetta.
Firenze, Battistero. (Fot. Brogi).

taneità. Certo egli fu così agile, pronto, sensibile da coprire il suo sforzo, da apparire
spontaneo, senza esserlo.

Abbiamo già dimostrato come egli non ebbe unità di visione, e quindi coerenza di
stile. Possiamo ora aggiungere che le sue immagini continuano ad essere eleganti come
nella prima porta, ma hanno assai meno quel brivido sentimentale che le faceva vivere.

Si confronti la teoria di angeli dietro l'Eterno che crea Adamo (fìg. 10), con l'altra
dietro il Cristo tentato (fìg. 8): in quella non c'è più vibrazione spirituale, è lo svol-
gimento accademico di un motivo squisitamente artistico. E si osservi come, sempre nella
seconda porta, quella teoria di angeli disturbi, perchè priva di passaggio visivo, la figura
dell'Eterno che crea Eva. ha scena relativa ad Abramo è certo fra le migliori, ma è
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