Bartoli, Alfonso
I monumenti antichi di Roma nei disegni degli Uffizi di Firenze (Band 6): Descrizione dei disegni — Roma, 1923

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(Baldassarre Peruzzi)

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(Baldassarre Peruzzi)

Bibliografia. - Ferri, 203. Milanesi in Vasari, IV, 617.

1) Lanciani, Itinerario di Einsiedeln, 459. Htilsen, Jahresber. zur Top., III,
312. Hulsen-Jordan, 429.

Arch. 412. Tav. CXXVI, fig. 227.

“ Basamento dj colon\n\a traiana ,, :

1) ricordo della cornice del piedistallo;

2) profilo misurato dall’imoscapo della colonna al
dado del piedistallo.

Tecnica: matita rossa.

Alt. 224 - Largh. 150.

Carta bianca.

BlBLlOGRAFlA. - Ferri, 156. Milanesi in Vasari, IV, 618. Lanciani, St. d.
scavi, II, 122. Ashby, Addenda to Draw. Andr. Coner, 204, n. 69.

Arch. 415. Tav. CXXVI, fig. 228.

1) “ pr\ro\pe teatrum marcellj „ - Profìlo misurato
di capitello dorico del Teatro di Marcello.

2) “ triu\m\ Colum\nar\u\m\,, - Ricordo dell’in-
treccio dei caulicoli nei capitelli del Tempio dei Castori.

3) e 4) Ricordi della greca negli ornati del sottar-
chitrave dello stesso Tempio.

5) “ templum diuj antoninj Cf dnte faustine ex ■

S • C ■ ,, - Profilo misurato della cornice ricorrente sui
fianchi del Tempio di Antonino e Faustina (Cfr. il
dis. 478 v. + 631 r., Tav. CLXXXV e CLXXXIX).

Tecnica: matita rossa.

Alt. 228 - Largh. 170.

Carta bianca. Filigrana: vedi le notizie preposte a questa serie di disegni.

La indicazione « prope teatrum marcelli » al capitello, che è vera-
mente di quel Teatro, sembra una inesattezza, inconciliabile con la
diligenza abituale degli appunti del Peruzzi, Ma io credo che questi
abbia veduto il capitello non in opera, ma fra le rovine' della scena e
degli annessi e quando, non conoscendo ancora chiaramente la dispo-
sizione e la estensione di tutta la fabbrica, non poteva stabilire se il
capitello appartenesse o no al Teatro. Così la indicazione «prope » sa-
rebbe un eccesso di esattezza.

È noto (v. sopra a pag. 38) che il Peruzzi studiò l’architettura
del Teatro di Marcello quando costruì su di esso il palazzo Savelli,
circa il 1519 secondo la data comunemente ammessa. E questa data
si può dunque assegnare a questo disegno e al Taccuino, cui esso ap-
partiene.

Bibliografia. - Ferri, 157, 193 e 197. Milanesi in Vasari, IV, 618.

Arch. 479. Tav. CXXVII, fig. 229.

“ Jnanzi a templu\m\ pacis jn Roma „ (indicazione
di Baldassarre) “ dietro a Sa\nt\a Maria Noua „ (in-
dicazione aggiunta da Sallustio). - Ricordi del Tempio
di Venere e Roma:

1) pianta misurata delle due absidi e dei muri e
delle scale interposte (con un richiamo al n. 6);

2) 3) schemi di pianta delle due celle;

4) profilo di cornice;

5) pianta misurata di una cella e spaccato longi-
tudinale dell’altra;

6) ricordi misurati dei “ gradi ouero scalinj „ della

scala segnata nella pianta 1).

<

Tecnica: i) e 6) penna; 2), 3), 4) matita rossa; 5) matita rossa e penna.
Alt. 308 - Largh. 235.

Carta bianca.

5) La decorazione dell’abside e della volta mi sembra aggiunta

da Sallustio.

1

Bibliografia. - Ferri, 197. Milanesi in Vasari, IV, 620.

Taccuino B.

Metto insieme i disegni Orn. 676 e Arch. 411 perchè ambedue
a matita rossa e su carta uguale. Suppongo perciò che abbiano fatto
parte di un taccuino, pur non sapendo portare altri e più convincenti
argomenti a favore della supposizione.

Orn. 676. Tav. CXXVII fig. 230.

“i\n\ nel Cortile del ■ S ■ M ■ ANT Colun\n\a „
- Schizzo di vaso marmoreo.

Tecnica: matita rossa.

Alt. 137 - Largh. 120.

Carta bianca.

Bibliografia. - Ferri, 207.

Arch. 411. Tav. CXXVII, fig. 231.

“ a sancti quattro „ - Disegno di cornice.

Tecnica: matita rossa.

Alt. 120 - Largh. 135.

Carta bianca. Filigrana : ■ una bilancia piccola.

Bibliografia. - Ferri, 153. Milanesi in Vasari, IV, 618. Lanciani. St. d.
scavi, III, 73. Ashby, Draw. Andr. Coner, n. 109.

Taccuino C.

I disegni 487, 536 e 550 certamente formano serie; forse appar-
tennero a un taccuino.

I ricordi del Tempio dorico del Foro Olitorio (dis. 536, Tav. CXXIX,)
forniscono tutt’al più un termine cronologico post quem, in quanto
che essi si possono ritenere non anteriori agli scavi del 1506 (vedi
sopra a pag. 38). Una data meno incerta si può ricavare dal ricordo
di parti del Teatro di Marcello (nel citato dis. 536) che il Peruzzi
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