Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma — 7.1879

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AECHEOLOGICA COMUNALE

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DI UNA RARA STATUETTA RAPPRESENTANTE LA BONA DEA

(Tav. XXIII)

La piccola statua rappresentata nella tav. XXIII stava da al-
cuni anni come ornamento di una fontana nel giardino del sig.
Enrico Franz in Albano, e quantunque posta in luogo a tutti
accessibile, pure da ninno venne osservata; talché io per il primo
ne diedi notizia al proprietario, al quale domandai pur licenza
di pubblicarla in questo Bullettino. Fu trovata sotto un cumulo
di macerie nei dintorni del giardino suddetto, ed ignorasi il
luogo preciso della sua primitiva collocazione. È scolpita in
marmo greco, alta m. 0,45 ed esprime una matrona seduta,
vestita di lunga tunica e sopravveste, e ricoperta da un manto
che le si avvolge al braccio sinistro e le ricuopre le ginocchia;
le manca gran parte del braccio destro, e con il sinistro regge
il cornucopia. La testa, quantunque antica, è però ricommessa
e non le appartiene; giacché la commessura del collo viene a
posare sopra la frattura del manto, che gira dietro le spalle;
e ciò dimostra che il collo suo proprio dovea essere più stretto.
Di più, le forme del volto non indicano una figura ideale, ma un
ritratto di una dama romana, che nell'acconciatura del capo
presenta molta somiglianza con Salonina consorte dell'impera-
tore Gallieno e che perciò fu probabilmente ad essa contem-
poranea, La sedia in cui sta la figura è in forma di cattedra
matronale, con il dorsale piano ed acuminato, ed i sostegni in

i V. Cohen, Monn. de l'emp. IV 466, 27; cf. Imhoof-Blumer, Portràl-
K'òpfe auf romischen Mùnzen der Rep. und der Kaiserzeit taf. Ili, 88.
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