Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma — 22.1894

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Fibula S'oro aquiliforme

FIBULA D'ORO AQUILIFORME
trovata entro un sepolcro al 1° miglio della via Flaminia.

(Tav. VII, Vili).

Nel 1888 dal sepolcreto a cielo aperto circostante alla ba-
silica di s. Valentino sulla via Flaminia al 1° miglio venne in
luce una fibula aquiliforme, cioè composta di due aquile affron-
tate. La sua tecnica, diversissima dalle oreficerie dell'età clas-
sica e da quelle della tradizione della medesima arte nei secoli
della decadenza dell'impero, attrasse a sè la mia attenzione; sem-
brandomi singolarità degna d'esser notata nella suppellettile varia
fornita dalle necropoli italiane dei tempi ultimi della storia ro-
mana e dei primi del medio evo. La fibula era composta di la-
mine d'oro foderate in argento, sul cui piano sono incastonate
granate rosse chiuse entro alveoli formati da tramezzi di lami-
nette d'oro, secondo la tecnica che i Francesi chiamano cloisonné e,
e fu molto in uso presso i Barbari invasori delle province d'oc-
cidente nel secolo V. Il eh. sig. cornai. C. L. Visconti descrisse
nel nostro Bnllettino il rarissimo cimelio, quando esso entrò nelle
collezioni capitoline : « Due fibule in forma di aquile ad ali spie-
« gate, probabilmente per uso di una cintura. Sono di oro, fede-
li rate di argento, con granate incastrate e tagliate piane, nella
« forma richiesta dalle cassette dell'ornamento. L'occhio dell'aquila
« è composto da una mezza lenticchia di cristal di monte, bu-
« cata nel centro, dove una granata tagliata liscia, e incastonata
« in oro, rappresenta la pupilla. Lavoro di orificeria dei tempi
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