Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma — 22.1894

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L'origine della Cura Tiberis ecc.

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L'ORIGINE DELLA CURA TIBERIS

e supplementi alla serie dei Curatores Tiberis
e alla serie dei Vicarii Urbis Romae.

Cinque anni or sono, pubblicando, in questo Bullettino (XVIII,
185-205), la serie dei curatores Tiberis, auguravo che 1 l'alveo del
Tevere, così ferace di cippi terminali potesse aiutarci ad aggiun-
gere qualche altro nome alla serie, purtroppo incompleta dei suoi
antichi ispettori'. Il mio augurio non fu, interamente, vano, perchè
se l'alveo del Tevere,, in questi ultimi tempi, non ci ha dato che
alcuni cippi relativi alle più antiche terminazioni e a quelle com-
piute da Traiano nel 101 e da Antonino Pio nel 161 ('), due
nuovi curatori del Tevere ci rivolarono le lapidi ispaniche, re-
centemente, scoperte e pubblicate dall'Hubner nel suo supple-
mento alle iscrizioni della penisola iberica. Prima, però, di far
conoscere questi due nuovi curatori e di collocarli al posto che
loro spetta nella nostra serie, mi si consenta di ritornare, con
nuove e brevi osservazioni, sopra l'origine della cura Tiberis.

(i) Notizie degli scavi, 1890, p. 82-88, 187, 322-323, 355, 389-391 ;
1891. p. 130, 165 ; 1892, p. 160, 233-234, 260, 316 ; cfr. Huelsen, TJB (Mitth.
des K. Arch. Inst., E, Abth. IV, 285-87; VI, 131-136; VII, 328-329; Vili,
319). È una bella congettura del-eh. amico dott. Hudson (1. c.IV, 287, n. 1),
che, nel cippo terminale del curatore [Iu o Ati]lius Valerius Macedo (No-
tizie 1880, p. 142) le sigle R. V. si debbano leggere r(ipa) V{eientana) corno
nel cippo di Dillio Aponiano (Notizie 1886, p. 363).
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