Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma — 23.1895

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Nuove osservazioni sul mosaico di Palestrita

NUOVE OSSERVAZIONI SUL MOSAICO DI PALESTRINA (')

(Tav. II-1II)

Uno dei più insigni monumenti dell'arte antica è senza
dubbio il grande mosaico a colori, rappresentante l'inondazione
del Nilo, che si conserva in Palestrina nel palazzo baronale dei
Barberini e che è ammirato da oltre a due secoli in quella no-
bile sede dagli archeologi e dai cultori dell'arte per la sua me-
ravigliosa bellezza. Esso venne restaurato più volte; ed una
parte (cioè tutta la scena del pergolato) è di moderno lavoro,
essendone stato tolto da lungo tempo il pezzo originale che oggi
trovasi nel museo di Berlino (-).

Il grandioso mosaico che misura 5 metri di lunghezza per
oltre a 4 di larghezza fu rinvenuto, siccome è noto, in Palestrina
sul 'principio del secolo decimosettimo nel pavimento di un'aula
antica absidata su cui erasi costruita fin dal medio evo la fab-
brica dell'episcopio cambiata più tardi in quella del seminario.
Non molto dopo venne tolto di lì e trasferito nell'alto della città

(') Questo discorso fu lettp dall'autore nell'adunanza solenne dell'Isti-
tuto Archeologico Germanico il giorno 7 Dicembre 1894.

(2) v. la tav. aggiunta. — cf. Engelmann, Das Mosaik von Palestrina
nell'Archaeologische Zeitung, voi. VII, 1874. Il mosaico prenestinp fu illu-
strato dal Kircher, dal card, di Polignac, dal Montfaucon, dal Volpi, dal
Winkelmann, dal Barthelemy, dal Fea, dal Cecconi; dei quali tutti riepi-
logò le opinioni il Nibby Analisi dei dintorni di Roma II, 505 segg. Dopo
il Nibby ne trattarono il Pieralisi Osservazioni sul musaico di Palestrina
(1858) ed il Maspero Gazette archéologique 1879 p. 77 e segg.
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