Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 1.1889

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facsimile
SU DI UNA ISCRIZIONE GRECA ARCAICA

IN BRONZO

(Con una tavola)

La lamina di bronzo, che vedesi riprodotta in auto-
tipia nella tavola qui annessa, si trova in possesso del
conte Tyskiewicz, il quale con somma gentilezza ne
ha permesso la pubblicazione nei Monumenti della
nostra Accademia ('). Vista l'alta importanza dell'iscri-

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Ed il senso sarebbe presso a poco questo:
« Se chicchesia, essendo impiegato o giudice, fac-
cia responsabile, riguardo ai tesori di Minerva o il
senato che fu presieduto da Ariston o i sopraintendenti
o qualche altro amministratore, o istituisca un pro-
cesso intorno agli atti di deposito o di ritiro, venga
esiliato e la sua fortuna sia confiscata a prò di

(') Mentre si stava stampando questo articoletto, la stessa
scrizione è stata pubblicata dal clntio W. Fróhner (nella Revue
Archéologique 1891, pi. XIX, p. 6), il quale gentilmente me
ne mandò un estratto.. Essendo però la lettura in questa prima
Pubblicazione in alcuni punti meno esatta, la restituzione e la
spiegazione di quell'illustrissimo dotto diversissima dalla mia,
!l lettore non lo troverà superfluo, che questo importantissimo
monumento sia pubblicato ed illustrato un'altra volta.

zione uè pubblichiamo due fototipie, luna delle quali
supplisce all'altra. Il facsimile, che per facilitare la
lettura qui aggiungo, fu eseguito dal Sig. Federico
Halbherr.

L'iscrizione si legge e si supplisce così :

Minerva, ed il senato allora in funzione ne riscuota
il prodotto: se no i senatori stessi siano responsabili
dinanzi a Minerva ».

Si tratta, come vedesi, di un atto di indennità
assoluta. Pare che Ariston ed il senato abbiano toccato
i tesori d'un tempio di Minerva della loro città, forse
in tempi di guerra e ad uno scopo, di cui nè volevano
nè potevano rendere conto pubblicamente ; eig rò ót'or
dv^Xmtìav, come fece Pericle in una situazione ana-
loga. Il presente decreto non soltanto mette fuori di
ogni responsabilità essi e gli amministratori del tem-
pio, ma minaccia altresì di esilio e di confisca,
chiunque in avvenire osasse di chieder conto o revi-
sione dei libri del tempio, incaricando dell'esecuzione

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