Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 1.1889

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LA COMPOSIZIONE D'UN RILIEVO TORLONIA .

COMPLETATA DA UN FRAMMENTO CONSERVATO NEL MUSEO DI BERLINO

(Con una tavola)

Quando nel passato mese di luglio visitai il Museo
di Berlino, la mia attenzione fu colpita da un fram-
mento di rilievo lavorato in marmo pentelico ('), sul
quale si vede una testa di giovane leggermente incli-
nata in avanti e vicino al mento una mano della mede-
sima figura. Siccome le dita di questa mano sono ripie-
gate sopra un oggetto, la cui superficie è rotta, ma il
quale non può essere stato altro che l'estremità superiore
di un bastone, così è chiaro, che il giovane era rap-
presentato nell'atto di appoggiarsi con quella mano su
di un lungo bastone. Sopra la testa è scolpita l'epigrafe
0E2EY2. Il frammento è riprodotto sulla nostra tavola
d'aggiunta n. 1 mediante una negativa favoritami gentil-
mente dai signori Puchstein e Winter. Esso apparte-
neva alla collezione del conte di Ingenheim, figlio natu-
rale (nato nella. 1789) del re Federico Guglielmo II,
e nell'anno 1827 fu acquistato dal Museo di Berlino
insieme con parecchi altri oggetti antichi posseduti
dallo stesso gentiluomo (2).

(!) Verzeichniss der antiken Skulpturen (Berlino 1885)
li. 947. Il frammento è largo m. 0,25, alto 0,26. Sono mo-
dani l'angolo supcriore sinistro del fondo e quella parte del
fondo che si stende sotto il collo e sotto la mano, i quali ri-
stauri si riconoscono chiaramente nella fototipia pubblicata
sulla nostra tavola d'aggiunta n. 1. Una riproduzione di dimen-
sioni troppo piccole e stilisticamente insufficiente, ne ha pub-
blicato lo Stephani der Kampf zwischen Theseus und Minotau-
ros (Lipsia 1842), usandone come di vignetta sul frontispizio.
Cf. il medesimo ibid. p. 55,-p. 81 n. 1.

(2) Debbo queste notizie alla gentilezza del sig. Dressel, che
le estrasse dall'inventario del Museo. Cf. Purtwaengler Beschrei-

Monumenti antichi. — Vol. I.

Il Conze (') va errato, sostenendo che lo stile di
tale rilievo sia quello del IV. secolo a. Cr. e che l'iscri-
zione sia moderna. Chiunque ha un'idea anche superfi-
ciale dello svolgimento dell'arto greca,riconoscerà che lo
stile ricorda quello del fregio del Partenone e che perciò
deve attribuirsi all'arte attica del secolo antecedente.
Se poi il Conze dichiara moderna l'epigrafe senza ad-
durre alcuna ragione, tale giudizio categorico sembrerà
tanto più strano, in quanto che prima di lui due archeo-
logi molto autorevoli, cioè il Gerhard (2) e lo Stephani (3),
espressamente la riconobbero per antica.

Nessun epigrafista ardirà di sostenere che le forme
delle lettere giustifichino la condanna pronunciata dal
Conze, giacché esse perfettamente combinano con forme
usitate in circa dalla fine del III. secolo a. Cr. fino
al principio dell'èra nostra (4).

Se poi le lettere sono tracciate in maniera poco
sicura e si è mal calcolato lo spazio da empirsi, es-
sendo la G nel principio e la S finale più strette delle

bung der Vasensammlung im Antiquarium (Berlino 1885), pre-
fazione p. XIV. Forse si trova qualche altra notizia sopra questo
frammento nel Berlincr Kunstblatt 1828 p. 321 (citato nel Ver-
zeichniss d. ant. Skulpturen n. 947) e nella Geschichte des
Berliner Museums del Friedlaender, opere che non ho potuto
rintracciare a Roma.

(!) Theseus und Minotauros (Berlino 1878) p. 11 not. 1.

(2) Berlins antike Bildwerke I n. 354.

(3) Der Kampf zwischen Theseus und Minotauros p. 81 n. 1.

(4) Così giudica anche il sig. Halbherr, il quale dietro le
mie preghiere a tal uopo esaminò la fototipia pubblicata sulla
nostra tavola n, 1.

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