L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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GIAN PAOLO DE AGOSTINI A NAPOLI

Quando Giorgio Nicodemi1 e Bernardo Berenson2 rivelarono agli studiosi l'arte di
Giampaolo De Agostini, m'accorsi che alla loro memoria era sfuggito un passo della
lettera di Pietro Summonte a Marcantonio Michiel, scritta il 20 marzo del 1524. « Eb-
bimo poi in questi proximi anni un jovine vostro venctiano, Paulo De Augustini, che
ben mostrava venire dalla institutione e docta scola veneta, lo quale in su il fiorire di
sua ioventù s'è morto. Di man di costui è l'imagine del Sannazaro ritratta dal naturale
insino al cinto. Ritrasse ancora similmente la 111.ma sig. Donna Isabella di Requesens,
donna bellissima moglie del quondam ill.mo Don Raimondo di Cardona nostro viceré,
et altre opere che ha fatte qua bene extimate. Fo discepolo di Joan Bellino ».3

Se pure occorresse, basterebbe a dimostrare l'attendibilità di queste notizie l'amicizia
che il Summonte, interlocutore nell'« Arcadia » e curatore della edizione della medesima
nel 1504, aveva per il Sannazaro. Perciò, e per l'importanza tutta particolare che lo
scrittore assegna al De Agostini, si può ritenere ch'egli l'abbia conosciuto di persona.

Sin dal 1892 Benedetto Croce 4 aveva supposto che il ritratto del Sannazaro, ricor
dato dal Summonte, fosse identico a quello già esistente nella collezione Lancellotti, che
gli era noto per la fine incisione di Luigi Morghen, pubblicata dal Colangelo (fig. 1), 5
ove il poeta è figurato «insino al cinto» e recante un cartello con la scritta «Virginei
partus 1516 ».

L'ultimo studioso ch'ebbe occasione di vedere il ritratto originale presso il cav. Lan-
cellotti fu il Passavant nel 1835; egli ne scrive nei termini seguenti: « Ce tableau a beau-
coup souffert et il est fortement repeint. Le poète Sanazzaro est ici représenté à l'àge
d'environ cinquante ans, mais ce n'est pas Raphael qui l'a peint, comme on voudrait
bien le croire; c'est d'un maitre plus ancien que lui, quoique ce tableau porte la date
de 1516 ». E perciò suppone che il quadro Lancellotti sia uguale a quello ricordato da
Marco Antonio Michiel, a proposito di una copia fattane da Sebastiano del Piombo.6 Ve-
dremo poi come quest'ultima ipotesi non abbia fondamento.

1 Di un dipinto ignoto di Giovanni Paolo De Ago-
stini in Rassegna d'Arte, XV (1915), pag. 224.

2 Un altro quadro di Giovanni De Agostini,
nella Rassegna d'arte, XVI (1916), pag. 73 e seg.,
e in Venetian Painting in America, New York,
1916, pag. 262.

5 Ed. Fabriczy, in Repertorium fur Kunstwis-
senschaft, XXX, 1907, pag. 149.

4 La Tomba di Jacopo Sannazaro e la chiesa di
S. Maria del Parto, in Napoli nobilissima, I (1892),
pag. 70.

s Vita di G. Sannazaro, 2a ed., Napoli, 1819.
L'incisione reca le seguenti epigrafi: « Aloysius

Morghen del. et Sculp. — Jacobus Sannazarius
/ ex Raphaelis tabula / in Musaeo Lancellotto
Neapoli/ ».

6 J. D. Passavant, Raphael d'Urbin et son
pere Giovanni Santi, Paris, 1860, t. II, 364. Il
Passavant credette poi d'identificare il ritratto del
Sannazaro dipinto da Raffaello nel quadro acqui-
stato all'Aja nel 1850 dall'Imperatore di Russia;
ma esso, che è il n. 40 dell'Ermilage, non è di
Raffaello nè raffigura il Sannazaro. Cfr. anche
Caval.caselle e Crowe, Raffaello, Firenz?, 1890,
voi. II, pag. 90.

L'Arte. XXI, 7.
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