L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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EU GÈNE FROMENTIN E LE ORIGINI DE LA MODERNA CRITICA D'ARTE 73

tempo. Egli non avrebbe potuto non sentire la bellezza de l'antico, ma, a differenza
dei classici d'ogni secolo, la sentì soltanto per se stessa, in quanto fu l'espressione per-
fetta de la vita universale, riplasmata, singolarizzata, da lo spirito degli artisti. Ch'egli
poi, ritenga l'ideale antico, non rispondente al gusto moderno, altra cosa ricercante,
non la purezza formale; che ne condanni, conseguentemente, ogni forma d'esteriore
imitazione, quindi ogni manifestazione classicista, sono circostanze che non avvalo-
rano menomamente l'accusa, che gli s'andava lanciando: di non saper valutare l'arte
ellenica.

No: appunto perchè ne la pittura del Delacroix l'antico non esercitò quasi affatto
influssi esterni, l'artista dovè con serena mente giudicarlo, e misurarne intero il signifi-
cato estetico e storico.

Ben disporre una composizione è essenzialmente, per il Delacroix, « bien conduire
un tableau depuis l'ébauche jusqu'au fini... » — dichiara: « C'est une science et un art
tout à la fois; pour s'en acquitter d'une manière vraiment savante, une longue expé-
rience est indispensable... »' — è convinto che i grandi ingegni compongali d'istinto, e
d'istinto trovino « le moyen d'arriver à exprimer leurs idées; c'est chez eux un mélange
d'élans spontanés et de tutonnements, à travers lesquels l'idée se fait jour avee un charme
peut-étre plus particulier que celui que peut offrir la production d'un maitre consommé »2
Una, ad ogni modo, è la suprema legge compositiva: « La composition procède par
masses marchants simultanément », la quale rivela con scultoria efficacia, il significato
nuovo, che i romantici attribuirono a la parola, ambigua di senso e mutevole, come
ogni altra del genere.

Può dirsi che dal secolo xvi in poi il fattore d'arte « composizione » sia stato sempre
spiegato come precipuo mezzo espressivo del soggetto — e che le lodi e i biasimi, che,
a seconda del caso, venne cogliendo, abbian tratto origine da la minor o maggior chia-
rezza, ingegnosità, semplicità, grandiosità, varietà... degli atteggiamenti corporei e dei
significati psicologici — esso fu più che mai pretesto di letterari influssi nel giudizio
de l'arte.

Con il romanticismo, s'è detto, il problema muta essenzialmente — ed il Delacroix,
primo, testimonia, anche criticamente, l'essenzial mutamento. Composizione viene a
significare distribuzione di masse cromatiche e tonali, indipendentemente da la linea,
da la forma, ecc. o da circostanze contingenti (soggetto e, sopratutto, psicologismo).

Tale criterio, trova ne le pagine del Journal, esauriente applicazione. L'autore
ci dimostra come un quadro non può che essere il resultato d'una serie di quadri sovrap-
posti, ciascuno dei quali meglio s'avvicina al pensiero creatore — che un quadro non può
non obbedire a un piano antecedentemente definito — che, infine, « quand une étapc
est faite, elle n'est plus à faire, et quand toute la route c'est parcouruc, l'artiste est
delivré de sont tableau ». Un dipinto, il quale sia composto eli singole parti (« de pièces
de rapport »), finite volta a volta con cura, e collocate volta a volta le une accanto a
le altre, produce, su lo spirito del Delacroix, un effetto singolarmente complesso, che
egli vuol estendere ad ogni spirito: un dipinto siffatto gli sembra mirabile, fino a che
non è del tutto finito, fino a che « le champs n'est pas couvert » — ma quando l'ultimo
tocco sia dato, quando l'architetto de l'edifizio abbia deposto gli utensili, l'opera gli
appare tutta lacune e zeppe, priva assolutamente d'organismo e d'unità.3 Un simile
pensiero è conseguenza del concetto tonale, che il Maestro ebbe de la pittura; ed ha

1 Journal, 1857, voi. Ili, pag. 354. 3 Journal, 1854, voi. IT, pag. 337.

2 Journal, 1857, voi. Ili, pag. 354.

L'Arte. XXI, 10.
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