L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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MARY PITTALUGA

profondo significato di reazione ai sistemi classicisti.1 11 David s'era affannato a finir
minuziosamente, volta a volta, le singole parti; sì che s'era veduto, ne la sua esecuzione,
una testa perfetta, accanto al resto ancor da abbozzare: da ciò il singoiar carattere dei
suoi quadri, dove tutto è impostato secondo necessità matematiche. La protesta contro
tale metodo, ricco sempre di conseguenze, avrebbe potuto mancare, per parte di chi
esaltava, Vhardiesse, come « le cachet des grands artistes »?

Dal concetto nuovo di composizione, intesa come s'è detto, deriva la teoria « des
sacrifices », per cui il pittore riesce a « mettre en lumière, les parties saillantes et capi-
tales de la composition par l'effacement voulu dans l'éxécution des parties secondaires ».2

Il Delacroix spiega come accada spesso che difficoltà tecniche o speciali conside-
razioni extrartistiche, distraggano l'intento primo de l'artista. Lo schizzo (croquis ou
ébauche), che, de la prima idea, è l'espressione per eccellenza, deve favorire appunto
la perfetta subordinazione dei particolari ai principali tratti, cui spetta su tutto prevalere.
Per l'artista, quindi, lo schizzo non è un insieme confuso, una confusione di linee
appena discernibili: egli deve partir da un punto fisso, e ad esso, prima, pura espressione
del suo pensiero, deve ritornare, eseguendo: « Les premiers linéaments par lesquels
un maitre habile indique sa pensée contiendront le germe de tout ce que l'ouvrage pre-
senterà de saillant ».' Dovè stupire i contemporanei, anche romantici, quell'importanza,
che il Maestro attribuiva a lo schizzo: egli, che nei giudizi è rapido, sintetico, che rifugge
generalmente da vere e proprie analisi, si sofferma più volte, nel Journal, a studiar
l'ébauche nei vari artisti; la bontà de la « première pensée » gli par garanzia sicura di buon
metodo; dote che tutti devon possedere; effetto di lunga e sana esperienza. Dal valore
di essa prevede il valore del dipinto, che da essa è nato: (« L'esquisse du tableau [Le
anime del purgatorio del Rubens] clevait ètre bonne pour mettre à mème de taire le
tableau ainsi et à coup sur. Chercher dans l'esquisse, et aller sùrement dans l'éxécution
du tableau ».+).

L'uso e l'abuso degli « accessoires » preoccupa, conseguentemente, il Delacroix, il
quale, da l'importanza ad essi attribuita e dal difetto de la concezione generale, fa dipender
molte de le deiìcenze artistiche. « Les accessoires font énormément pour l'effet et
doivent néanmoins ètre toujours sacrifiés » egli scriveva nel 1858, e attribuiva a l'espres-
sione il significato più ampio: non solo i mobili, i particolari del fondo, i drappeggi po-
tevan essere « accessori », ma « les fìgures elles-mémes, et dans les figures principales,
les parties de ces figures », quindi, « dans un portrait qui montre les mains, les mains
sont accessoires... », anzi « souvent une main doit attirer l'attention moins qu'une partie
du vètement, du fond etc. » s - - ne le quali distinzioni, si nota come, da intenti di
convinto antiacademismo, si possa giungere a conclusioni luminosamente academiche:
perchè una mano dovrebbe esser di necessità « accessorio », se non per consueta ri-
cerca di significati illustrativi ne le cose, che son pretesto d'arte?

Ad ogni modo, la radicai condanna di ciò che ha valore soltanto in quanto è mezzo
a l'artista di sfoggiare abilità, significa un nuovo aspetto di reazione agl'insegnamenti
de ì'École frangaise; la quale non si saziava d'accarezzar con pari amore parti principali
e parti accessorie, primi piani ed ultimi piani, finendo con medesima cura tutti gli oggetti,
uguagliati da un'unica luce, tutto sfiorante, senza nulla penetrare.

Il Delacroix rileva che il Rubens «est un exemple remarquable de l'abus des

1 V'è un passo d'Orazio che esprime il concetto
romantico esattamente: « Un artista eccelle nel
riproduire la finezza de le unghie o la morbidezza
dei capelli — egli ignora l'arte di creare un in-
sieme ». (Ars poet., V, 32 e segg.) Tale rimpro-
vero il Delacroix rivolge proprio a coloro che si

chiamavano classici — i romantici, quindi, sono
per tal riguardo più classici dei classici!

2 P. Flat, pref. Journal, pag. xxxvin.

3 Journal, 1857, voi. Ili, pag. 230.

4 Journal, 1850, voi. II, pag. 28.

5 Journal, 1858, voi. Ili, pag. 337.
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