L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 21.1918

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ADOLFO VENTURI

di minuzie fiamminghe, minuzie, che Piero della
Francesca trasfigura, assoggettandole al dominio
della regolata luce diurna. Nè Giusto di Ganci,
nè Hugo Van der Goes avrebbero mai saputo
creare quella bottiglia: bolla d'acqua limpida
chiusa da una diafana perla. In quello spazio de-
limitato da fasce di candore, i quattro personaggi
disposti con impeccabile misura, fermati in gesti

Fig. 19 — Particolare della predella dell'ancona
di Pier della Francesca nella Galleria Civica di Perugia.

di schematica semplicità: nessun atteggiamento,
nelle opere anteriori e certe di Piero, più metrico
fli quello del frate che avanza con tanta lentezza
le mani sorprese. Grigi e avana soffocati tra i
muri bianchi, freschi di calce; ma contrasto di
bianchi e bruni, sorprendente di modernità come
certi dettagli coloristici degli affreschi di Arezzo,
tra la sfera livida d'una testa di putto e il bianco
immacolato di un lenzuolo, di una cuffia, di un
cuscino morbido.

Lo stesso riposato ordinamento prospettico nel
Miracolo del fanciullo salvato dal pozzo (fig. 20): cor-
tile con uscio socchiuso verso una stanza a produrre
contrasti di zone regolari di luce e d'ombra; an-
golo di casa bianca a destra con l'interruzione di

una porta chiusa: disposizione a ruota inclinata
delle quattro figure intorno al pozzo con pause
di metro impeccabile, fissità di gesti schematici
tanto nell'uomo che non si decide a srotolare la
fune avvolta al braccio, quanto nella madre im-
pietrita dallo slancio delle braccia arcuate, o nella
donna che si soppesa sull'orlo del pozzo come per
misurarne la profondità, e porta intanto la gioia

Fig. 20 — Particolare come contro.

di un telaro di stoffa nivea contro la parete grigia
del fondo. La piccolezza delle figure nulla toglie
alla monumentalità della scena in questa predella
che, se pur non eseguita direttamente da Piero,
rimane tra le espressioni più significative e intere
della sua arte.

Raffaello, venendo a Perugia, ritrovò dunque
sul suo cammino le orme già a lui note di Luca e
di Piero. E non perdette mai, pur nella pratica
dell'arte di Pier della Pieve, che da ogni canto
di Perugia affascinava il giovinetto disceso dai
monti marchigiani con la poesia del suo misti-
cismo umbro, il senso di spazio e di misura dif-
fuso a Urbino dagli esemplari grandissimi di Piero
e dei due Laurana.

Adolfo Venturi.
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